"Trieste capitale del caffè", venerdì 2 ottobre grande attesa per Moni Ovadia con "Cabaret Yiddish"

Il calore e l’energia del caffè farà da sfondo al Salone degli Incanti a una serie di appuntamenti d’eccezione. Giovedì 1 ottobre alle 18.30 per JAZZ CAFFE’ suoneranno e canteranno in duo Alba Nacinovich, voce e Francesco De Luisa al pianoforte musiche di C.Porter, Rodgers & Hart, G.Gershwin, C.Chaplin, J.Kerm, I. Berlin.

Inoltre torna a Trieste il 2 ottobre, alle 21, il mattatore degli aneddoti, il maestro di arte, intelligenza e ironia che attraverso la cultura ebraica e tutte le sue più varie espressioni è divenuto per generazioni un riferimento culturale e intellettuale assoluto per l'impegno civile e per la pace: è Moni Ovadia che nella capitale del caffè arriva di nuovo, a far riflettere - divertendosi - con le sue "Storie, aneddoti, citazioni e aforismi dall'Europa dell'est". Lo spettacolo è proposto all'interno della mostra "Il gusto di una città - Trieste capitale del caffè", promossa da Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Trieste, Camera di Commercio di Trieste, illycaffè e Trieste Coffee Cluster; la manifestazione è collegata ad Expo 2015, di cui illycaffè è Official Coffee Partner nonché curatore del Coffee Cluster. 

"Cabaret Yiddish" è il titolo dello spettacolo che propone al Salone degli Incanti: ha il suo fuoco nella lingua, la musica e la cultura Yiddish (quell’inafferrabile miscuglio di tedesco, ebraico, polacco, russo, ucraino e romeno); la condizione universale dell’Ebreo errante, il suo essere senza patria sempre e comunque. Non a caso da queste riflessioni in una veste "da camera", prende spunto anche il lavoro forse più celebre di Moni Ovadia, il fortunatissimo "Oylem Goylem"Moni p-p color ph Elisa Savi-2

Si potrebbe dire che lo spettacolo abbia la forma classica del cabaret comunemente inteso. Alterna infatti brani musicali e canti a storielle, aneddoti, citazioni che la comprovata abilità dell’intrattenitore sa rendere gustosamente vivaci. Ma la curiosità dello spettacolo sta nel fatto di essere interamente dedicato a quella parte di cultura ebraica di cui lo Yiddish è la lingua e il Klezmer la musica.

Uno spettacolo che “sa di steppe e di retrobotteghe, di strade e di sinagoghe”. Tutto questo è ciò che Moni Ovadia chiama “il suono dell’esilio, la musica della dispersione”: in una parola della diaspora.

La musica Klezmer deriva dalle parole ebraiche Kley Zemer, che si riferiscono agli strumenti musicali (violino ed archi in genere e clarinetto) con cui si suonava la musica tradizionale degli Ebrei dell’est europeo a partire all’incirca dal XVI secolo. Ed ecco, dunque, che Moni Ovadia rivive quelle atmosfere anche grazie ai suoi compagni di viaggio: con lui a Trieste sono Maurizio Dehò al violino, Paolo Rocca al clarinetto, Albert Florian Mihai alla fisarmonica e Luca Garlaschelli al contrabbasso.

"Gli umili - spiega lo stesso Ovadia - che hanno creato tutto ciò prima di poter diventare uomini liberi, sono stati depredati della loro cultura e trasformati in consumatori inebetiti ma sono comunque riusciti a lasciarci una chance postuma, una musica che si genera laddove la distanza fra cielo e terra ha la consistenza di una sottile membrana imenea che vibrando, magari solo per il tempo di una canzonetta, suggerisce, anche se è andata male, che forse siamo stati messi qui per qualcos'altro".

Gli appuntamenti di intrattenimento della mostra continuano il 3 alle 17 e il 4 ottobre replica alle 11, per la sezione dedicata ai più piccoli CHILDREN’S MILK&COFFEE appuntamento con “MUSIC BOX Caffè”: Angelo Comisso al pianoforte, Gabriele Centis alla batteria e con i flauti, oggetti sonori e l’animazione di Vincenzo Stera in scena sorprese musicali in scatola, uno spettacolo che si rinnova continuamente! I musicisti sono interpreti di suoni, sentimenti e improvvisazioni che coinvolgono il pubblico.

Il 6 ripartono i laboratori didattici dell'Immaginario Scientifico al Salone degli Incanti con due incontri giornalieri, alle ore 10.30 e alle ore 11.30 rivolti alle classi IV e V delle scuole primarie e alle classi I, II e III delle scuole secondarie di primo grado. Tutti gli incontri sono gratuiti e su prenotazione, da effettuare presso la segreteria dell’Immaginario Scientifico (040 224424 da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 13.00).

In questo laboratorio - La biologia nel caffè - si analizzerà l’anatomia della pianta del caffè, per esplorare la funzione dei fiori e le proprietà di frutti e semi. Utilizzando un microscopio collegato a una telecamera, si possono osservare le cellule delle foglie e quelle delle radici. Piccoli esperimenti permettono di evidenziare l’amido nelle piante e di osservare le modalità di germinazione e i pigmenti fotosintetici.

La sera del 6 ottobre alle 18.30, presentazione del film documentario A cupful of creativity, prodotto da illycaffè, un racconto a più voci – tra passato, presente e futuro – dell’influenza culturale del caffè in diversi ambiti artistici e non solo: caffè culturali, arti e mestieri, cinema, arte, letteratura, fotografia, musica, creatività. Presentano il film Roberto Morelli, Business Development Executive Director - “Ernesto Illy” Foundation DirectorVittorio Bo (presidente Codice Edizioni) e Enrico Cerasuolo (regista).

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