Trieste Film Festival: vince il bulgaro "The father"

The Father di Kristina Grozeva e Petar Valchanov è il Miglior lungometraggio, The Euphoria of Being di Réka Szabó è il Miglior documentario, Lake of Happiness di Aliaksei Paluyan è il Miglior cortometraggio, Il Premio Corso Salani a La strada per le montagne di Micol Roubini

Una scena da "The father"

Il Premio Trieste al miglior lungometraggio in concorso al Trieste Film Festival va al film bulgaro Bashtata (Il padre / The Father) di Kristina Grozeva e Petar Valchanov, elaborazione di un lutto attraverso il viaggio assurdo e sgangherato di un padre e di un figlio, tra sensi di colpa e legami da riallacciare. 

Il Premio Alpe Adria Cinema al miglior documentario in concorso segnala invece A létezés eufòriàja (L’euforia dell’esistenza / The Euphoria of Being) dell’ungherese Réka Szabó, sulla straordinaria figura di Éva Fahidi, unica della sua famiglia ad aver fatto ritorno dal campo di sterminio di Auschwitz Birkenau, e oggi – settant’anni dopo – protagonista di una performance teatrale sulla sua vita.

Al bielorusso Lake of happiness di Aliaksei Paluyan, infine, il Premio Fondazione Osiride Brovedani al Miglior cortometraggio in concorso.

Nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino (l'edizione "zero" è datata 1987), il Trieste Film Festival - diretto da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo - è il primo e più importante appuntamento italiano dedicato al cinema dell'Europa centro-orientale, che continua a essere un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori spesso poco noti – se non addirittura sconosciuti – al pubblico italiano, e più in generale a quello “occidentale”. Più che un festival, un ponte che mette in contatto le diverse latitudini dell'Europa del cinema, scoprendo in anticipo nomi e tendenze destinate ad imporsi nel panorama internazionale.

Il Premio Corso Salani 2020 (€ 2.000), assegnato da una giuria composta da Giovanni Cioni, Daniela Persico e Alessandro Stellino, va a: "La strada per le montagne" di Micol Roubini (F - I, 2019) con la seguente motivazione:
Un viaggio alla ricerca di un luogo perduto della storia familiare che si rivela come il castello di Kafka. La regista si spinge sempre più in profondità di una selva di storie intime e personaggi picareschi con l’implacabile determinazione di chi non abbandona la posizione. L’unico atto ancora possibile di fronte all’oblio contemporaneo. 

Altri premi

Il Premio SkyArte assegnato dal canale Sky Arte HD attraverso l’acquisizione e la diffusione di uno dei film della sezione TriesteFF Art&Sound è stato attribuito a: 
Forman VS Forman di Helena Třeštíková e Jakub Hejna(CZ - F, 2019)

Il Premio Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa al miglior documentario in concorso va a:
A létezés eufòriàja (L’euforia dell’esistenza / The Euphoria of Being) di Réka Szabó (H, 2019).

L'Easetrno Star Award 2020, assegnato a una personalità del mondo del cinema che, proprio come il festival, ha gettato un punto tra il cinema dell'Europa dell'est e quello dell'Europa dell'ovest, va all’attrice Kasia Smutniak.

Il Cinema Warrior - cultural resistance award, dedicato all'ostinazione, al sacrificio e alla follia di quei "guerrieri" che lavorano dietro le quinte per il cinema, ha assunto quest'anno un valore speciale, perché assegnato a un'associazione – Libero Cinema in LIbera Terra– che, attraverso il cinema, combatte una battaglia più importante, quella contro la mafia, in nome della legalità. quella battaglia la combatte battendo palmo a palmo il nostro Paese, percorrendo in lungo e largo l'Italia, portando – letteralmente – il grande schermo nelle piazze, nelle periferie, nelle terre confiscate alla criminalità organizzata, realizzando ogni anno un festival itinerante che fa tesoro dell'insegnamento di don Luigi Ciotti e delle parole di Ettore Scola: i più grandi nemici della mafia sono la cultura e la conoscenza.

Il Premio InCE (Iniziativa Centro Europea) 2020 (€ 3.000) va a MARKO ŠKOP e al suo film Nech Je Svetlo (Che sia fatta luce / Let There Be Light / SK - CZ, 2019) con la seguente motivazione: 

Il Premio Cineuropa, assegnato da una giuria del portale europeo di cinema e dell’audiovisivo al miglior lungometraggio in concorso va a LILLIAN di Andreas Horvath (A, 2019) con la seguente motivazione: 

Il PREMIO GIURIA PAG - Progetto Area Giovani del Comune di Trieste, assegnato da una giuria di giovani tra i 18 e i 35 anni, rappresentanti di associazioni giovanili, al Miglior cortometraggio in concorso va a HRANICE (Confine / Frontier) di Damián Vondrášek (CZ, 2020) con la seguente motivazione:

La giuria assegna inoltre una Menzione speciale a VIRAGO di Kerli Kirch Schneider (EST, 2019) con la seguente motivazione:

Una storia surreale e magnetica, che cattura lo spettatore per trascinarlo in una realtà tragicomica. La scelta dei colori è attentamente votata a creare un’atmosfera e una cornice fiabesche. Un ritmo incalzante e una narrazione fluida la rendono un’opera completa e gradevole, sostenuta da un richiamo epico e da una grottesca rappresentazione del gioco dei sessi. Quest’opera offra diversi spunti di riflessione sugli equilibri e i ruoli che reggono i rapporti fra donne e uomini, mettendoli continuamente in discussione e lasciando sulle labbra un sorriso amaro.

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