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Una straordinaria Traviata commuove il pubblico del Verdi

La produzione triestina presto in tour in Giappone

Attesissima, torna al teatro Verdi di Trieste la più celebre, melodiosa e straziante opera di Giuseppe Verdi, La Traviata, capolavoro assoluto del Belcanto e garanzia, sempre, di un teatro affollato e di un pubblico curioso e colorato, quel tipo di pubblico che ancora si emoziona ad entrare nel nostro splendido ed elegante teatro, ammirandone ogni dettaglio. Possiamo dire insomma che di Traviata non se ne ha mai abbastanza. E' quindi apprezzabile che il teatro ne riproponga il titolo così spesso, sopratutto con rappresentazioni di altissimo livello come è stata la prima di venerdì.

Sotto la direzione del bravissimo maestro spagnolo Pedro Halffter Caro, di cui non finirò mai di tessere le lodi per la sua grande capacità di coinvolgere cantanti ed orchestra in un unico fluido insieme che travolge il pubblico dalla prima all'ultima nota, si è esibito un cast molto convincente sotto ogni profilo guadagnandosi calorosi e commossi applausi a scena aperta ed un lungo apprezzamento finale. Superfluo, con un cast vincente, calcare la regia, che è stata invece semplice e raffinata come nello stile del bravo artista triestino Giulio Ciabatti, che non delude mai. Semplici, eleganti e mai invasive anche le scene di Italo Grassi. La sobria raffinatezza di scene e regia ha permesso una certa libertà nei costumi d'epoca, ricchi e sfarzosi nelle scene di alta società, dai colori cupi per la sofferente Violetta. Il cambiamento last minute nel cast, che tra speculazioni e incertezze ha infine visto sul palcoscenico Gilda Fiume nel ruolo di Violetta, ha offerto al pubblico una buona e convincente interpretazione. Il soprano ha dato prova di ottime doti di agilità musicale e d'intonazione, con acuti sicuri, pur mancando, nel primo atto soltanto, della giusta passionalità tipica di un personaggio volubile come Violetta. Ottima prova anche per il tenore Luciano Ganci nei panni di Alfredo, premiato prima dello spettacolo come miglior artista giovane della stagione passata dall’Associazione triestina Amici della lirica. Il tenore ha saputo confermare le sue eccellenti qualità vocali dal timbro e volume molto particolari ed estremamente gradevoli. Filippo Polinelli è stato un Germont padre convincente sia dal lato scenico che da quello vocale. Per lui, come per Ganci e Fiume, lunghi applausi a scena aperta.

Discreto il mezzosoprano Isabel De Paoli nei panni della frivola Flora, , molto brava e perfetta dizione per il soprano giapponese Rinako Hara, una Annina piena di personalità e sentimento. Ottima anche la prova del coro, preparato come sempre dal Maestro Francesca Tosi. Particolarmente belle infine le coreografie nel secondo atto a cura del ballerino argentino Guillermo Alan Berzins, che assieme a Marijana Tanaskovic si è esibito in una danza dalle influenze tipicamente sudamericane, con uno splendido finale ispirato al tango argentino (di cui è insegnante a Trieste da molti anni) che ha incantato il pubblico.

Questa straordinaria produzione del teatro triestino porterà La Traviata nella tournée in Giappone sponsorizzata dal Gruppo Allianz prevista per ottobre 2019. La Traviata chiude la stagione lirica 2018 e replica fino al 30 giugno

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