Anche a Trieste termina la campagna olearia: il Frantoio Parovel apre al pubblico

Durante l'evento il pubblico potrà assistere alla lavorazione e spremitura delle olive e imparare pregi e difetti dell’olio extravergine di oliva attraverso apposite degustazioni guidate

La campagna olearia volge al termine in tutta Italia e anche a Trieste.
Tra tutte le varietà che crescono nella zona (Leccino, Maurino, Leccio del Corno, Pendolino) alcune sono autoctone del territorio: Buga, Carbona o Cernica in lingua slovena, Bianchera o Belica in lingua slovena.
Di queste ultime tre la regina assoluta è la Bianchera.

Si tratta di una pianta che sale in altezza e che sviluppa una folta chioma dalle foglie elicoidali, stratagemma che nei millenni la pianta ha adottato per sfuggire ai refoli più forti di Bora. Pensate che di tutte le varietà italiane è tra le più produttive con i suoi 20 l di olio prodotti su 100 kg di olive e anche in quanto a carica polifenolica non ha niente da invidiare alla meridionale Coratina, tra le più apprezzate per qualità organolettiche in tutta la penisola.

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 Insomma, a Trieste abbiamo gemme nascoste che danno però tesori accessibili a tutti.
Il Frantoio Oleario Parovel ad esempio apre al pubblico sia per far vedere la lavorazione delle olive e quindi la spremitura, sia per far imparare pregi e difetti dell’olio extravergine di oliva attraverso apposite degustazioni guidate. Tutte le informazioni su “Olio Nuovo in Frantoio” le trovate sul sito www.parovel.com

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