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Trieste scelta per ospitare il prossimo Congresso internazionale di Lichenologia

Una vittoria che rappresenta un ulteriore riconoscimento all’importante lavoro portato avanti dai lichenologi triestini da più di tre decenni

Foto Giovanni Aiello

Arriva un altro importante riconoscimento per l'Italia ma soprattutto per Trieste: entrambe sono state proposte e scelte rispettivamente come Paese e città ospitanti il prossimo congresso internazionale dell’Associazione Internazionale di Lichenologia (International Association for Lichenology, IAL10 symposium), che si terrà nel 2026.

In competizione con Lisbona (Portogallo), la proposta Italiana ha ricevuto il 60% dei voti, dopo la proiezione di due filmati che descrivevano le candidature, una nutrita serie di domande da parte del pubblico e una votazione a scrutinio segreto, il tutto sotto il coordinamento del Presidente IAL, Prof. Mats Wedin (Stoccolma, Svezia).

Il ruolo dell'università triestina

Il prossimo convegno IAL10 verrà organizzato dal Consiglio direttivo della Società Italiana di Lichenologia (SLI) e dai lichenologi locali, che sono docenti presso il Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste (Proff. Fabio Candotto Carniel, Stefano Martellos, Lucia Muggia, Pier Luigi Nimis e Mauro Tretiach). Durante la stessa assemblea della IAL9, la Prof.ssa Muggia è stata eletta Segretario della IAL per il periodo 2021-2026.

Questa vittoria rappresenta un ulteriore riconoscimento all’importante lavoro portato avanti dai lichenologi triestini da più di tre decenni: come si apprende dalla notizia pubblicata di UniTS, il capoluogo giuliano è infatti la città in cui la Società Italiana di Lichenologia (SLI) è stata fondata nel 1987 dai Proff. Nimis (già Presidente IAL) e Tretiach. Oggi la SLI conta più di 150 soci tra accademici, amatori e liberi professionisti, attivi su tutte le tematiche inerenti ai licheni e al loro studio.

La scuola di lichenologia di Trieste

La scuola di lichenologia di Trieste svolge ancora oggi un ruolo leader nella ricerca italiana, mettendo a disposizione il più ricco erbario lichenologico del Paese, con più di 42.000 campioni identificati a livello specifico e registrati digitalmente. Grazie all’intenso lavoro di campionamento e ricerca in campo condotto sul territorio italiano, la flora lichenica d’Italia è una delle meglio conosciute al mondo, con chiavi digitali di identificazione.

Le attività di ricerca della scuola lichenologica triestina si concentrano sulla tassonomia e sistematica molecolare, il biomonitoraggio ambientale e l’ecofisiologia e sullo studio delle interazioni tra i partner algali e fungini. Gran parte del segreto della simbiosi lichenica rimane ancora tutto da scoprire: i ricercatori sono alacremente impegnati a decifrarne il codice.

Fonte Università degli Studi di Trieste

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