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Free Port di Trieste, Podemo: "Classe politica ancora lontanissima dalla soluzione"

La soluzione esiste, ed è perfettamente descritta dalla legge internazionale in vigore. Manca però, nonostante le dichiarazioni roboanti, la volontà politica per portarla avanti. Podemo rappresenta proprio questa volontà.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

In questi giorni si fa un gran parlare dello status extra-UE del nostro Porto; è un'osservazione corretta, ma le soluzioni proposte non sono in grado di portare alcun vantaggio significativo a Trieste. I problemi fondamentali del Free Port di Trieste sono due, ed entrambi possono essere risolti semplicemente prendendo a riferimento la legislazione internazionale che ha costituito il nostro stesso Porto. Prima di tutto, il problema è di governance: fino a quando il nostro Porto sarà gestito - illegalmente - come un qualsiasi porto italiano, le decisioni necessarie saranno impossibilitate da un ministero che rappresenta interessi concorrenti al nostro. Va invece instaurata un'autorità fondamentalmente autonoma, con una commissione internazionale in rappresentanza degli Stati firmatari del Trattato, e la Presidenza del Porto non dovrà essere rappresentata da un cittadino italiano nè ex-jugoslavo, a garanzia degli interessi di sviluppo di Trieste e di quelli commerciali, logistici e produttivi dei nostri partner internazionali.

Non dovrà essere imposta nessuna tassazione che non corrisponda a servizi resi, e tutte le agenzie che stanno oggi bloccando operativamente il nostro porto non dovranno nemmeno sapere come sia fatto, l'interno del nostro scalo. Questo è previsto proprio dall'Allegato VIII e va applicato, in quanto in vigore e di rango superiore a qualsiasi legge locale. La seconda parte è finanziaria: gli ingenti proventi del nostro Porto devono rimanere solo ed esclusivamente a Trieste, mentre oggi vanno a Roma per sparire pressoché immediatamente e vanno alla regione FVG che li distribuisce in territori che non hanno alcun diritto a riguardo. Rendendo quindi Trieste più povera di ogni genere di servizi e investimenti. Tutto cio' è ampiamente previsto, ed in vigore. Qualunque proposta che non risolva questi due punti non dovrebbe essere presa seriamente dalla cittadinanza. Parlare è facile, ma - come chiunque può notare dopo decenni di depopolamento costante - porta a risultati disastrosi. La soluzione esiste, quindi. Manca però, nonostante le dichiarazioni roboanti, la volontà politica per portarla avanti. Podemo rappresenta proprio questa volontà.

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