Furto al Maggiore, il SIULP: "La Polizia ha bisogno di uomini, non di robot"

"Tutto il terreno che la Polizia lascia libero viene fagocitato dal malaffare", la segnalazione di Fabrizio Maniago, segretario provinciale del SIULP

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

A breve distanza dai furti di Opicina, Trieste subisce un altra profonda ferita. L’odioso maxi furto dei medicinali presso il nosocomio del centro città. Un gesto di rara viltà rubare le medicine indispensabili alla cura di inerni Bambini che lottano per la vita. Il SIULP ad un mese dalla rapina sull’Altopiano carsico non può che rilanciare con forza l’allarme organico.

"Un saldo negativo di 86 colleghi"

Proprio oggi 14 febbraio inizia l’esodo dei pensionati che durante l’anno dovrebbe toccare quota quaranta (sic). Ancora una volta l’esecrabile crimine dimostra come il controllo del territorio non può essere devoluto alle sole telecamere di sicurezza, ma deve passare attraverso il rafforzamento dei presidi che già insistono sul territorio. I dati ufficiali forniti dalla Questura di Trieste palesano un saldo negativo di 86 colleghi in meno dal 2003 ad oggi. Saldo negativo che continuerà di sicuro nel corso del 2019. E così, per sopravvivere, prima si è scelto di lasciar morire di morte naturale il glorioso presidio che insisteva proprio presso l’Ospedale Maggiore con un turno che copriva le 24 ore. Quanti interventi nel corso degli anni ruggenti in cui, le risse erano all’ordine del giorno, i furti ai danni dei malati e di chi non può difendersi, venivano combattuti dal Personale in carne ed ossa. 

Il ridimensionamento del Commissariato di Rozzol

Il poliziotto era (ed è) deterrenza, prevenzione, non è un Polifemo elettronico che si limita a registrare il crimine, ma lo combatte in tempo reale. A seguire il morbo che ha colpito il corpo di Polizia ha originato l’abbandono del posto fisso presso il Tribunale, continuando a rosicchiare l’osso con il ridimensionamento del Commissariato di Rozzol Melara unitamente alla promessa di un maggior controllo del territorio attraverso la razionalizzazione delle risorse disponibili. Una razionalizzazione che invece ha portato un depauperamento del 30% nei turni delle Volanti in cui, i Dirigenti unitamente ai colleghi, con profondo spirito di abnegazione personale, fanno i salti mortali per garantire il cosiddetto “Minimo Vitale” dando un vero supplemento d’anima ed il massimo contributo personale. Così mentre al Commissariato di Opicina si è data una scarica emergenziale con il defibrillatore assegnando due unità, le quiescenze, i trasferimenti ed i proscioglimenti determinano una costante negativa inarrestabile nell’organico dei poliziotti triestini.

La relazione dell'Antimafia

A conforto della tesi il Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Gabrielli ha recentemente affermato che servono 60.000 Poliziotti a coprire le emorragie dei prossimi otto/dieci anni. Noi abbiamo serie difficoltà a pensare che ci sarà il turn over del 100% nei tempi previsti. Furti, rapine e criminalità organizzata, così come palesato nella recentissima Relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia presentata a Roma, ci restituiscono invece uno scenario in cui, l’urgenza è attuale ed è massima. L’Altopiano, la città, gli esercizi commerciali, il porto sono sempre più appetibili, fanno gola come dimostrano le brillanti operazioni della DIA di Trieste. Il malaffare, il furto presso l’Ospedale Maggiore dimostra in modo supremamente oggettivo che Trieste ha l’urgenza non solo di un controllo del territorio, ma di avere un territorio sotto controllo che si nutre di professionisti della sicurezza.

"Inaccettabile"

Persone, non solo oggetti elettronici. Diversamente opinando inizieremo ad abituarci a leggere sempre più spesso sui media di questi crimini odiosi in cui, criminali senza scrupoli si approfittano della minorata difesa di anziani, malati e persone deboli. Questo sistema è inacettabile ed il SIULP continuerà a lottare per ottenere una robusta iniezione di poliziotti giovani sul campo. Energie fresche che coprano le uscite e ripianino le quiescenze in cui, scelte assai poco lungimiranti poste in essere sotto il mantra della spending review non hanno considerato la sicurezza quale volano dell’economia per tutti i consociati. 

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