"100 volte a Bottazzo", quando le persone chiudono Facebook e condividono veramente

Il 27 ottobre scorso Fabio Fabris dà il via alla "gara" che ha come obiettivo quello di raggiungere Bottazzo a piedi 100 volte nel minor numero di giorni possibile. Domani sera alle 18 presso la celebre osteria le premiazioni. Sono state circa 3500 le persone passate in val Rosandra dall'autunno

foto Facebook Fabris

Un banale infortunio, l’idea di una fisioterapia quantomeno curiosa e il cuore che batte ogni qualvolta si parli di val Rosandra. Sono queste in sintesi le motivazioni che hanno spinto il triestino Fabio Fabris nel dare vita alla gara “100 volte a Bottazzo”, progetto partito il 27 ottobre scorso e che ha visto circa 3500 persone giungere a piedi fino alla celebre osteria.  

“L’idea mi è venuta – spiega Fabris, per tutti “Alce” - perché in un momento in cui mi trovavo impossibilitato ad andare a camminare seriamente, il fatto di darmi una meta da raggiungere per un numero di volte ben definito nel minor tempo possibile è diventata la mia fisioterapia quotidiana”.

100 volte a Bottazzo in meno tempo possibile

“A fine ottobre ho fatto partire questa gara, che è rappresentazione goliardica piuttosto che vera competizione, coinvolgendo le persone che seguono la pagina Facebook “Le vie del Carso” che amministro assieme a Nadia Milievich e Mauro Santoni”. L’obiettivo dichiarato è quello di “dover raggiungere 100 volte l’osteria di Bottazzo in meno giorni possibili”. Per certificare la propria presenza bisogna apporre la propria sigla sul più classico libro delle firme.

Il tam tam inizia a diffondersi e i viandanti si mettono in marcia. “Il 2 febbraio di quest’anno, a 100 giorni esatti dall’inizio della ‘gara’ è arrivato il primo assoluto, Alessandro Machnich, uno splendido 72enne che ha stravinto su tutti” continua Fabris, che tra le altre, qualche anno fa ha scritto assieme a Diego Masiello “Nei boschi del monte Nevoso”, edito da Ediciclo.  

Il precedente di sette anni fa

La “100 volte a Bottazzo” succede dopo sette anni alla “100 giorni a Bottazzo”, manifestazione sempre organizzata da Fabris, progetto nato con l’intento di regalare il proprio impegno quotidiano nei confronti delle meraviglie della Glinscica. “All’epoca l’organizzammo dal 12 dicembre al 21 marzo e sette persone portarono a termine l’obiettivo di recarsi una volta al giorno a Bottazzo”. “Ho pensato che la gara di quest’anno – ha continuato Fabris – si sarebbe conclusa se almeno 10 persone avessero raggiunto l’osteria per 100 volte”. 

100 volte a Bottazzo 2-2-2

(foto Adriana Matjak)

La centesima firma della decima persona giunge 192 giorni dopo l’inizio, anche se nel frattempo sono ben “43 le persone che sono arrivate a Bottazzo per almeno 20 volte, cifra necessaria per risultare in classifica”. Anch’esse verranno premiate domani sera con un piccolo ricordo della manifestazione.   

Oltre alla competizione, un ritrovo di amici

Da ottobre fino ad oggi, la gara ha trovato il tempo anche per trasformarsi in un ritrovo di amici, persone si conoscevano solamente su Facebook o che ignoravano le rispettive esistenze. “Abbiamo passato assieme delle serate di Luna piena – ha concluso Fabris – condiviso dei momenti di festa, ci siamo mischiati pur non conoscendoci, nel nome dell’amore verso il camminare e verso la valle”.

Durante la “100 volte a Bottazzo” è andato in scena anche un casting fotografico, una sorta di fotoromanzo digitale sulla storia semiseria del graniciaro di Bottazzo, dove sono comparsi antichi romani, poliziotti, furiosi banconieri, pirati, cani, carabinieri, vescovi, mlekarice (le donne del latte ndr), nobildonne e kilt tipicamente scozzesi. Insomma, un momento di aggregazione che in fondo ha fatto rivivere una zona nascosta, non sempre raggiungibile facilmente.

Il ritrovo è fissato alle 18 presso l’osteria. L’ingresso è libero.

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