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Cammini Fvg, in aula volano le accuse: "copiato" il progetto, partenza in salita

Giampaolo Bidoli (Patto per l'Autonomia) accusa Forza Italia di aver copiato il progetto presentato mesi fa. Mattiussi tira fuori mail vecchie di gennaio. Approvato l'emendamento da 150 mila euro. Compiti demandati alla giunta

E' proprio il caso di dire che il cammino sarà lungo e faticoso. Nella legge di Stabilità regionale fa discutere l'emendamento presentato dal consigliere regionale di Forza Italia Franco Mattiussi che di fatto, in virtù di un finanziamento di 150 mila euro, annuncia l'istituzione della Rete dei cammini Fvg. L'acceso diverbio non nasce a causa di una valutazione tecnica sulla fattibilità del progetto, bensì in ragione della reazione da parte del Patto per l'Autonomia che, accusando i forzisti di aver copiato l'idea e di aver "superato ogni limite di decenza", definisce il blitz "una figuraccia istituzionale". 

Mattiussi: "Mi sono occupato da sempre"

Se è vero che la maggior parte delle persone di questa regione (classe dirigente compresa) non è a conoscenza dello stato di salute dei cammini in Friuli Venezia Giulia, non si può dire altrettanto sulle capacità politiche di trasformare gli interessi in opportunità. Mattiussi (le cronache recenti lo ricordano come uno dei consiglieri regionali Fvg che, nonostante lo stipendio erogato, erano finiti nella bufera per aver chiesto ed ottenuto il celebre bonus da 600 euro ndr) sostiene di essersi interessato al tema da sempre, "anche in qualità di vicepresidente della provincia di Udine". 

La reazione di Bidoli

Affermazioni che hanno mandato su tutte le furie il consigliere del Patto Giampaolo Bidoli che sostiene come la proposta iniziale era stata depositata "già lo scorso settembre". Contrapposizioni politiche che giocano sulle tempistiche e, come ricorda proprio Bidoli, una presunta "totale mancanza di rispetto". Secondo il Patto il testo presenterebbe "grosse criticità" mentre per i forzisti la Rete dovrebbe comprendere "itinerari in grado di collegare tra loro luoghi accomunati da significativi fatti storici o da tradizioni consolidate di interesse culturale, religioso, naturalistico, ambientale, paesaggistico ed enogastronomico". 

Tutto nelle mani della Giunta

Nello specifico, secondo l'emendamento presentato da Mattiussi, "il compito di riconoscere i cammini individuandone tracciato, cartografia, informazioni, tappe e strutture di pubblico servizio presenti lungo i percorsi, è affidato alla Giunta regionale" alla quale va aggiunta la posizione della Commissione consiliare competente. Inoltre, è prevista l'istituzione di un registro della Rete dei cammini da rendere fruibile sul web. 

I soldi messi a disposizione

I 150 mila euro servirebbero solamente a dare il la al progetto e poco altro. Gli interrogativi potrebbero emergere dalla necessità di mettere a disposizioni ulteriori risorse per la manutenzione, rivedere l'approccio culturale di una regione di confine nei confronti di chi viaggia a piedi, il coinvolgimento di associazioni e sodalizi senza che tutto ciò si trasformi in finanziamenti utili a costruire cattedrali nel deserto (il mantenimento è fondamentale nella Rete ndr) e per far sì che vengano coinvolte le persone giuste, senza lasciare spazio ad un'improvvisazione scaturita da interessi meramente turistici. 

L'ombra di PromoTurismo Fvg?

Presa (quasi) pari pari dalla legge regionale del Veneto, secondo Bidoli la proposta avrà bisogno di regolamentazione specifica e tecnica. Per questo motivo, come afferma Matiussi, la Giunta dovrebbe poter riconoscere "contributi ai gestori per il ripristino dei percorsi, per la realizzazione dei tracciati di collegamento e punti di sosta e ristoro" avvalendosi anche degli "strumenti di programmazione e promozione turistica regionale". 

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