A piedi da Muggia a Malchina, tre giovani registi raccontano la magia del Carso

Parte domani da Muggia la quinta edizione di Visioni In Movimento, la cosiddetta "Scuola di cinema senza sedie" che arriverà a toccare Draga, la dorsale est del Carso e per giungere poi a Trieste nella giornata di sabato 25 gennaio

Un paesaggio naturale unico nel suo genere – quello dell’altopiano calcareo del Carso triestino – dove la potenza della natura si incontra e si confronta con la storia dell’uomo, tra grotte naturali e trincee della Grande guerra e linee di frontiere finalmente abbandonate. E dove, tuttavia, l’attualità si affaccia potente, in quella nuova rotta di migrazione che arriva dai Balcani e che percorre, cento anni dopo, gli stessi sentieri che videro le battaglie. 

Il territorio carsico

Sarà proprio il Carso, questo spicchio di terra mitteleuropea sospeso tra le vette alpine e la macchia mediterranea che degrada verso il mare, il protagonista di “Visioni In Movimento”, la scuola di cinema “senza sedie”. Perché in questo progetto – nato nel 2017 e giunto alla quinta edizione – il paesaggio non è solo fondale, scenografia: è piuttosto soggetto e oggetto, ispirazione e guida dei progetti cinematografici dei giovani autori che lo conoscono camminando, vi si immergono, lo “ascoltano” e lo rielaborano, poi, grazie alla guida e alle indicazioni di tutor esperti e professionisti del cinema.

La nuova edizione

È pronta a partire, dunque, questa nuova edizione di “Visioni In Movimento” che si svolgerà proprio nel Carso: 4 giorni di cammino, circa 90 chilometri di scuola attraverso l’altopiano, tra boschi e sentieri, in questo grande museo naturale. Si parte il 22 gennaio da Muggia, risalendo la prima propaggine della penisola istriana e costeggiando il confine italo-sloveno per poi riscendere verso mare e giungere, il 25 gennaio, a Trieste. Dopodiché inizierà la fase vera di produzione e post-produzione con cui i tre giovani autori – selezionati attraverso un bando internazionale dedicato agli under 35 – daranno forma ai loro lavori. 

Chi sono i protagonisti

Alessio Coccia (Roma, 1992) con “Passeur”

Ha da poco terminato gli studi in sceneggiatura presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Durante gli studi in lettere ha cominciato a scrivere articoli e recensioni per una rivista di cinema, finché non ha deciso di iscriversi al primo corso di sceneggiatura, compiendo il grande passo. Grazie a una borsa di studio della Regione Lazio ha frequentato la New York Film Academy dove ha studiato film-making e girato i primi cortometraggi.

Giulia Massolino (Trieste, 1987) con “Alla ricerca della Bora perduta”

Ha studiato ingegneria civile, con un dottorato in ingegneria dell'energia e dell'ambiente; si occupa di iniziative legate alla crescita blu sostenibile presso l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale. Si è avvicinata al video making grazie al Master in comunicazione della scienza della SISSA, al termine del quale ha fondato assieme ad altre colleghe l'associazione di diffusione scientifica Explora. Nel 2018 ha partecipato al primo VR Hackathon contest europeo, organizzato da Alpe Adria Cinema, Comune di Trieste e PAG, vincendo il primo premio con un cortometraggio sulla salute mentale dal titolo "Voci di Trieste". Dal 2015 collabora con l'Associazione Museo della Bora.

Teresa Bucca (Firenze, 1994) con “Oblika”.

Ha studiato a Firenze alla Fondazione Studio Marangoni e poi al polo pratese della Università fiorentina; è appassionata di documentario ibrido come genere, della collaborazione come stato e lo studio del linguaggio è l’oggetto primario della sua ricerca. È già stata protagonista della quarta edizione di ViM che si è svolta a ottobre sulla Via Francigena, in Toscana, con un progetto a quattro mani insieme a Filippo Raschi. Stavolta si confronta con il cammino da sola. 

I tutor

Con loro cammineranno i tutor di “Visioni In Movimento”: professionisti ed esperti, specializzati nei vari ambiti del cinema a cui spetterà consigliera, indirizzare e guidare i ragazzi, collaborando alla realizzazione finale dei documentari. I tutor di questa quinta edizione carsolina (le loro biografie sono disponibili sul sito www.visionimovimento.com) sono:

Matteo Oleotto, regista e direttore della scuola di cinema senza sedie, Giulia Anania, compositrice, Edoardo Fracchia, produttore, Sarah Pennacchi, produttrice, Gianna Tinacci, storica dell’arte, Gianluca Novel, location manager, Rossana Mortara, attrice e dialoghista, Alessandro Ruzzier, fotografo, Simone Biasol, fonico e compositore e Beppe Leonetti, montatore. 

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Il progetto

“Visioni in Movimento” è un progetto ideato dall’associazione Culture Attive ed è curato da Giuseppe Gori Savellini e Giulio Kirchmayr. È nato nel 2017 ed ha già coperto un lungo itinerario che unisce Trieste ad Aquileia, in Friuli-Venezia Giulia, oltre ad alcuni tratti della via Francigena in Toscana. Questa quinta edizione è realizzata grazie al sostegno del Ministero per i beni e le attività culturali – Direzione Generale Cinema e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, con la partecipazione del Gal Carso (Gruppo di azione locale), in partenariato con le associazioni Mattador (Trieste) e Visionaria (Siena) e la collaborazione del Trieste Film Festival – Alpe Adria Cinema e di Doc.it – associazione documentaristi italiani.

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