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"Disegnando l'Italia", Nazario Nesta in arrivo a Trieste dopo oltre 8000 km a piedi

Nei giorni scorsi il giovane di origini pugliesi è giunto in Friuli Venezia GIulia e arriverà nel capoluogo regionale nei prossimi giorni. La storia

È partito il 19 maggio di un anno fa dalla Puglia e, dopo aver compiuto oltre 8000 chilometri a piedi, arriverà a Trieste la prossima settimana. Nazario Nesta, 28enne originario di San Nicadro Garganico (comune in provincia di Foggia) è l’ideatore del progetto “Disegnando l’Italia”, un lunghissimo cammino ancora in corso e che in tutti questi mesi lo ha visto, zaino in spalla, percorrere il periplo del nostro Paese.

Le ragioni del viaggio

Nazario non è partito per ritrovare sé stesso, né per ragioni filosofiche. Il disegno che ha sempre avuto in mente, a discapito di motivazioni che una parte della stampa ha collegato ad una lotta morale contro la criminalità organizzata, cosa poi smentita dal giovane pugliese, è connesso al tentativo di trasmettere un messaggio positivo, di accoglienza e di solidarietà. “Ho voluto mettermi in cammino – racconta Nazario – per riuscire a mettermi alla prova e per provare a raccontare un’Italia diversa da quella che spesso viene raccontata”.

La quarantena nei boschi della Lombardia

Secondo Nazario “il nostro Paese è estremamente accogliente e tutte le persone che ho incontrato mi hanno sempre restituito grande affetto e supporto”. Macinando decine e decine di chilometri al giorno ed oltrepassando i confini tra le diverse regioni della penisola, l’ex macellaio che non aveva quasi mai messo piede fuori dalla sua terra ha registrato atmosfere, immagini e dialoghi costruiti in nome della solidarietà. “Il momento più duro è stato quando sono stato costretto a fermarmi a causa dello scoppio della pandemia” racconta. “Sono rimasto bloccato nei boschi non distanti da Chiuro, un piccolo comune in provincia di Sondrio”. Lì Nazario ha dovuto fare i conti con l’impossibilità di muoversi e ha trascorso più di due mesi vivendo sotto il tetto di un ricovero di fortuna da lui costruito e, particolare non indifferente, grazie alla bontà degli abitanti della valle.

La presenza "social"

“Ogni giorno mi portavano da mangiare – continua – e ho conosciuto tantissime persone di buon cuore. È qualcosa che ricorderò per tutta la vita”. Nazario racconta la sua impresa sui canali social (YouTube, Instagram e Facebook ndr) e per farlo, visto che molto spesso cammina in zone dove (per fortuna) non esistono reti a cui collegare il proprio cellulare, ha quattro amici che lo aiutano nell’attività di comunicazione. Ricaricando la tecnologia che si porta dietro grazie a dei pannelli solari appiccicati allo zaino, il giovane pugliese ha cambiato la sua vita e si è preso un po’ di tempo per sé stesso. 

Il libro alla fine del cammino

“Alla fine del percorso mi siederò e inizierò a scrivere un libro sulla mia esperienza. In questo momento sul canale YouTube carichiamo i video che realizzo e che raccontano la quotidianità, le giornate passate a camminare in luoghi – conclude Nazario - che non avevo mai visto prima di questo viaggio”. Un cammino che, dopo aver disegnato l’Italia in tutta la sua bellezza per un anno e mezzo, sarà lungo tra i dieci e gli undicimila chilometri.

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