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Giovedì, 18 Agosto 2022
Le proposte

Piano per l'energia e clima: le proposte di Legambiente

L'associazione ambientalista: "Il PAESC (il Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima) non va sottovalutato, grande occasione per Trieste"

“C'è il forte rischio di perdere una grande occasione per Trieste, se si sottovaluta l'importanza del PAESC (il Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima), pensando che sia l'ennesimo pezzo di carta da approvare per fare bella figura”. Lo ha affermato il presidente del Circolo Verdeazzurro Legambiente Trieste, Andrea Wehrenfennig, nel corso della conferenza stampa dedicata al Paesc di Trieste, in vista della sua approvazione da parte del Consiglio Comunale. “E' proprio del nostro futuro che stiamo parlando - ha aggiunto Renato La Rosa, referente per il verde pubblico di Legambiente Friuli Venezia Giulia - . Se non vogliamo che in un futuro non molto lontano l'innalzamento del livello del mare ed i fenomeni meteo estremi (isole di calore, siccità, bombe d'acqua), dovuti al cambiamento climatico, rendano invivibili la nostra città, dobbiamo agire in modo scientifico, pianificato e condiviso, unendo tutte le energie (cittadini, associazioni, imprenditori, pubblica amministrazione, istituzioni scientifiche e culturali)“.

Le proposte

Nel corso della conferenza stampa, l'associzione ambientalista ha quindi elencato gli interventi urgenti da inserire nel piano:

  •  aumentare la produzione da fonti energetiche rinnovabili, anche attraverso le comunità energetiche, per renderci indipendenti dalle forniture di energia fossile, che oltretutto ci rendono ricattabili sul piano internazionale;
  • ridurre le emissioni di CO2, avendo presente la prospettiva di riduzione di almeno il 55% previsto al momento dall'UE, il che richiede la riduzione dei consumi degli edifici, della mobilità, dei trasporti; la transizione organizzata dalla mobilità basata sull'energia fossile alla mobilità elettrica;
  •  modificare il piano regolatore, il regolamento edilizio del Comune per agevolare la transizione ecologica;
  • pianificare le infrastrutture verdi e blu essenziali per contrastare gli eventi estremi e l'aumento della temperatura media in città, tramite le funzioni di termoregolazione svolte dal verde, oltre all'assorbimento della CO2;
  • integrare la pianificazione del verde nel PRGC con l'obiettivo di estendere l'accessibilità dei cittadini alle aree verdi e di poter accedere i fondi del PNRR per la messa a dimora di alberi e nuove aree verdi;
  •  gestire e monitorare gli acquisti verdi effettuati dal Comune e dalle pubbliche amministrazioni in genere, adottando tutti gli strumenti previsti dai Criteri Ambientali Minimi (CAM) previsti dal Decreto 10 marzo 2020, che riguardano forniture e servizi per la pubblica amministrazione.

“Sul tema delle comunità energetiche” ha ricordato Lino Santoro, del direttivo del Circolo Verdeazzurro Legambiente Trieste “il Comune può svolgere in prima persona una funzione importante di aggregazione nei confronti dei cittadini e degli operatori economici, tramite uno sportello dedicato, e costruendo un protocollo d’intesa con la Soprintendenza del Friuli Venezia per fissare in modo univoco i criteri da seguire per l’installazione delle strutture necessarie alla produzione di energie rinnovabili negli edifici cittadini.” Se l'ambiente, urbano e naturale, riguarda la vita di tutti noi, tanto più il cambiamento climatico e la transizione energetica riguardano l'oggi e il domani di tutti noi cittadini di Trieste. Invitiamo tutti i consiglieri comunali a esaminare attentamente il PAESC, integrarlo con le proposte citate nelle nostre osservazioni e – soprattutto - a dotarlo dei necessari finanziamenti, in mancanza dei quali questo piano non potrebbe realizzare gli obiettivi fissati, a danno di tutti, nessuno escluso

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