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Foto: Giovanni Aiello

Foto: Giovanni Aiello

Il cestino che "depura" il mare arriva a Portopiccolo: al via la campagna ambientale della Coop

Installato il "Seabin", un contenitore galleggiante per rifiuti in grado di assorbire anche le microplastiche, che dà il via all'ampia campagna che vede come partner Lifegate e la barca Anywave. L'obbiettivo: installare altri 34 dispositivi in Italia e raccogliere in un anno 23mila tonnellate di rifiuti

Apparentemente un piccolo contenitore galleggiante per i rifiuti in mare, in realtà un potente dispositivo in grado di raccogliere mezza tonnellata di rifiuti l’anno. Parliamo del “seabin” installato oggi a Portopiccolo, il punto di partenza del più ampio e innovativo progetto per la sostenibilità ambientale portato avanti dalla Coop: “Un mare di idee per le nostre acque”. Saranno in tutto 34 i seabin che verranno installati in altrettante città italiane, di cui il Comune di Duino Aurisina è stata solo la prima in questa edizione.

“Un mare di idee per le nostre acque”

La campagna “Un mare di idee per le nostre acque” è al secondo anno consecutivo e si svolgerà in partnership con LifeGate e con il sostegno della barca a vela Anywave, la prima ad aver istituito nel suo staff la figura del responsabile ecologico (Reco), che si occuperà di verificare il rispetto delle norme sulla sostenibilità ambientale a bordo. L’obbiettivo è quello di recuperare complessivamente (anche grazie ai 12 seabin già posizionati nel 2020), 23 tonnellate di rifiuti in un anno, pari al peso di un milione e mezzo di bottiglie. L’iniziativa si concluderà in ottobre, in concomitanza con la Barcolana.

Come funziona il seabin

Il "cestino galleggiante" è in grado di filtrare 25mila litri di acqua marina l’ora, catturando non solo i rifiuti ma anche le microplastiche e le microfibre: frammenti che derivano dal degradarsi di rifiuti più grandi e che vengono assimilati dagli organismi marini, entrando in un circolo nocivo all’interno della catena alimentare che, inevitabilmente, coinvolge anche l’uomo. Nonostante la capacità di soli 20 chili è particolarmente efficace perché viene posizionato in una zona strategica della costa, dove i rifiuti in genere si concentrano. Inoltre richiede interventi di svuotamento e manutenzione minimi mentre in genere le modalità di pulizia delle coste sono impegnative come gli interventi manuali periodici e l’intervento di barche a gasolio, che producono comunque inquinamento. Il seabin invece funziona a elettricità ed è sostenibile in tutto e per tutto, oltre che sicuro per gli organismi marini.

Il problema della plastica, com’è ormai noto, è della massima urgenza, infatti solo nel mediterraneo vengono scaricate ogni giorno 731 tonnellate di rifiuti plastici e nel 2050, nei mari, rischiamo di avere più plastica che pesci.

Inerventi 

“L’impegno per l’ambiente è da decenni obbiettivo della Coop – ha detto nell’odierna conferenza stampa a Portopiccolo Maura Latini, ad di Coop Italia – bisogna operarsi per un’economia circolare che ricicla, riutilizza e non mette all’ultimo posto l’ambiente. Il mare è il luogo dove dobbiamo intervenire, perché è dove più spesso i rifiuti escono dall’economia circolare per andare a stravolgere gli equilibri naturali”.

Enrico Quarello, direttore delle politiche sociali di Coop Alleanza 3.0, ha specificato che “non siamo solo un’azienda ma anche una grande associazione di consumatori, con più di 160 mila soci e 1100 collaboratori, con un fatturato di 300 milioni di vendite l’anno e una ricaduta positiva sul territorio. Un introito che viene anche ‘restituito’ al territorio tramite investimenti sugli asset della sostenibilità”.

Il direttore scientifico di Lifegate Simone Molteni ha poi spiegato che: “Un dispositivo come il seabin funziona anche da spento, i cartelli che lo segnalano e la sua sola presenza sono in grado di risvegliare la coscienza ecologica delle persone, infatti dove è stato installato si è notato un significativo miglioramento delle abitudini dei cittadini, che hanno iniziato ad abbandonare molti meno rifiuti sul suolo pubblico. Siamo nel pieno di una svolta di transizione ecologica che passa per le coscienze di tutti i cittadini e se un player centrale come Coop si muove nella direzione della sostenibilità provoca emulazione anche in altre importanti realtà, oltre che a livello collettivo”.

Intervenuto anche Alberto Leghissa, co armatore e skipper di Anywave, che ha spiegato come la barca seguirà alcune delle tappe dove i cestini saranno installati, quali Livorno, Sanremo e Portofino, e avrà una funzione di supporto educativo aprendosi alle visite di soci, scuole e consumatori. Anche oggi Anywave ha ospitato la stampa locale per un breve tour nella baia di Sistiana. La figura del Reco, per la prima volta istituita su questa imbarcazione, sarà caldamente ricomandata in tutti gli equipaggi che quest’anno parteciperanno alla Barcolana.

L'assessore regionale all'Ambiente Fabio Scoccimarro ha infine ribadito l'impegno della Regione a sostegno dei Comuni, anche con lo stanziamento di fondi regionali e con la realizzazione di progetti quali aMare Fvg, che consiste anche nel raccogliere i rifiuti nelle acque marine della regione. "Da tre anni - ha concluso Scoccimaro - ho notato che la 'rivoluzione verde' in corso ha avuto una grande accelerazione".

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