Rinasce la foresta distrutta in Carnia, nella "carica" dei volontari molti triestini

Sabato 10 ottobre hanno raggiunto il celebre passo sulle Alpi Carniche e assieme a decine di altri volontari hanno interrato nel terreno circa 700 piantine di faggio, acero, abete rosso e abete bianco

Oltre 80 volontari provenienti da tutto il Nord-Est Italia, sabato 10 ottobre hanno raggiunto Passo Pura, sulle Alpi Carniche a 1.400 metri d’altezza, un luogo che irradia ancora bellezza nonostante sia stato duramente colpito dalla devastazione dalla tempesta Vaia di ottobre 2018. 

I volontari hanno interrato delicatamente nel terreno circa 700 piantine di faggio, acero, abete rosso, abete bianco. A Passo Pura, negli ultimi due anni, centinaia di persone hanno partecipato alle Summer School organizzate dalla Giant Trees Foundation. Tra questi, ci sono state decine di triestini, anche un’intera classe di giovanissimi di un Liceo cittadino. Durante queste Summer School, i partecipanti hanno iniziato a mettere le mani nella foresta devastata favorendone il recupero. La tappa del sabato mattina è stata, per oltre 80 di loro, l'ultima ma la più importante dei due anni. 

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Per tutta la mattina, queste persone hanno lavorato alla creazione di un campo sperimentale di alcune migliaia di metri quadri, dove sarà possibile capire quali specie arboree possono d'ora in poi crescere in quei luoghi, adattandosi al clima sempre più caldo. La scelta delle specie arboree mira a creare una foresta mista più resistente agli eventi meteorologici estremi rispetto a quelle di monocolture. Questa scelta si basa sulla ricerca agronomica e forestale della Giant Trees Foundation e delle università della Regione Friuli Venezia Giulia.

Andrea Maroè, presidente della Fondazione, ha guidato i volontari nella piantumazione dei nuovi alberi con la sua sincera passione per il mondo naturale. Il suo sforzo è peculiare rispetto a quello di molte altre organizzazioni e individui coinvolti nei disastri creati da Vaia.

«L'energia che abbiamo incontrato durante questo sabato», ha detto Maroè, «ci ha mostrato cosa è possibile fare quando si riunisce un gruppo di persone che fanno volontariato col cuore. Dimostra che la maggior parte delle nostre speranze può diventare realtà solo se una comunità decide di concentrarsi su un progetto non solo utilizzando la conoscenza di esperti o basandosi sui profitti che possiamo ricavare dal legno. Qui c’è la sensibilità di persone che capiscono il profondo legame tra l'uomo e la Natura». 

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Questa storia è stata scritta da Story Garden, un duo di autori composto da Elena Cobez, aromaterapista e coach con una laurea in filosofia e Enrico Maria Milič, antropologo sociale e co-fondatore di Studenti.it. Il testo è già apparso in inglese su Medium.


 

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