Tasi, come e quando pagarla

La Tasi, tributo per i servizi indivisibili, è una tassa che, insieme con l'Imu, deve essere versata ai comuni per i servizi legati alla proprietà o all'utilizzo di immobili. Scopriamo nel dettaglio di cosa si tratta, quali sono le procedure, le modalità di pagamento e le scadenze

Il tributo per i servizi indivisibili, detto anche Tasi, insieme con l'Imu e la tassa sui rifiuti (Tari), è stato una delle tre componenti dell'Imposta unica comunale. Il suo pagamento serve a finanziare i costi della manutenzione del verde pubblico e delle strade comunali, l'arredo urbano, l'illuminazione pubblica e l'attività svolta dalla Polizia locale. La Tasi è una tassa che si applica ai proprietari e/o detentori dei fabbricati rientranti nelle seguenti categorie:

  • abitazioni principali ed assimilate di categoria catastale A/1, A/8 e A/9 e relative pertinenze (soggette anche ad IMU);

  • immobili di categoria catastale C/1 e C/3 in cui coincide proprietario ed esercente attività commerciale/artigianale (soggetti anche ad IMU);

  • immobili di categoria catastale D diversi dai fabbricati rurali ( ad esclusione degli immobili D/5) in cui coincide proprietario ed esercente; attività commerciale/industriale (soggetti anche ad IMU);

  • Immobili cosiddetti merce, cioè quei fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita e non siano locati;

  • fabbricati rurali strumentali.

Le novità

Come si legge sul sito web del Comune di Trieste, l’imposta unica comunale (IUC), istituita a decorrere dal 1° gennaio 2014, era composta dall'Imposta municipale propria (Imu) - dalla Tassa sui rifiuti (Tari) e dal Tributo per i servizi indivisibili (Tasi). Con la legge 27/12/2019 n.160 (Legge di bilancio 2020), a decorrere dal 1° gennaio 2020 la IUC è stata abolita, mantenendo l'Imu e la Tari, disciplinando la “nuova” Imu e abolendo la Tasi.

L' Imu che i contribuenti sono tenuti a versare a decorrere dall'anno 2020 è disciplinata ai commi da 739 a 783 dell'art.1 della legge 27 dicembre 2019 n.160.

In poche parole, dal 2020 la Tasi è accorpata all’Imu e contribuisce a modificarne le aliquote in base alle delibere comunali. L’attuale tassazione sugli immobili prevede il pagamento di un’imposta sulla prima casa solo sulle abitazioni principali di lusso (categorie A/1, A/8 e A/9). Le prime case (categoria da A2 ad A7) e relative pertinenze, una per categoria (C2,C6,C7) sono esenti.

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Chi deve pagare la Tasi

Attualmente la Tasi si riferisce a tutti gli immobili (comprese le prime case) e deve essere pagata sia dai proprietari sia, in parte, dagli affittuari ai quali spetta una quota dal 10 al 30% in base alle delibere dei Comuni.

Come si calcola

Per calcolare la Tasi valgono le stesse regole dell’Imu, e si utilizza la stessa base imponibile. Su questo valore si applica un’aliquota minima dell’1 per mille (fissata dallo Stato) mentre la massima si determina in modo che la somma di Imu e Tasi non superi il 10,6 per mille. Se l’immobile è abitazione principale, l’aliquota massima non essere maggiore del 2,5 per mille. I Comuni hanno la facoltà di applicare uno 0,8 per mille aggiuntivo per finanziare eventuali agevolazioni fiscali sulla prima casa.

Come si effettua il pagamento

Come l’Imu, la Tasi si paga in due rate (che possono essere di importo diverso) con scadenza, rispettivamente, il 16 giugno e il 16 dicembre di ogni anno. Il versamento va effettuato con bollettino postale o servendosi del modello F24 sia online sia agli sportelli adibiti. Per maggiori informazioni clicca qui.

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