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Piste ciclabili: la mappa della città

Con l'arrivo delle belle giornate un giro in bicicletta è l'ideale. Una pista ciclabile è un percorso protetto o riservato alle biciclette, dove il traffico motorizzato è escluso. Scopriamo allora i percorsi ciclabili nel nostro territorio

Lo scopo dei percorsi ciclabili è quello di separare il traffico ciclabile da quello motorizzato e da quello pedonale, in quanto hanno velocità diverse, per migliorare la sicurezza stradale e facilitare lo scorrimento dei veicoli. L'obiettivo è lo spostamento di quote di mobilità dal mezzo motorizzato privato alla bicicletta, riducendo in tal modo congestione e inquinamento. Sono sempre più numerose le piste ciclabili in Italia, ci sono i percorsi adatti a chi pratica sport, a chi preferisce pedalare lungo itinerari storici, culturali e spirituali, a chi va alla ricerca di luoghi nascosti e a chi ama uscire dalla città per una giornata a contatto con la natura.

Bicicletta: un terzo dei cittadini del Fvg la usa, il 21% la userebbe con più piste ciclabili

Tipologie

Vi sono differenti tipi di piste ciclabili, possono essere monodirezionali o bidirezionali. Dal punto di vista della collocazione distinguiamo: 

  • percorsi ciclabili urbani;

  • percorsi ciclabili extraurbani.

?Tipologie realizzative

A livello delle tipologie realizzative possono, invece, individuare: 

  • piste ciclabili in sede propria: si tratta di percorsi che corrono paralleli a strade aperte al traffico veicolare, ma separati da cordoli, marciapiedi o transenne, ringhiere, piolini, in modo da rendere impossibile la commistione con il traffico veicolare. Tale tipologia è prevista soprattutto per arterie ad intenso traffico motorizzato e alta differenza di velocità con le biciclette. Generalmente l'ossatura di una rete ciclabile urbana, proprio perché essa ricalca le grandi direttrici di spostamento motorizzato, è costituita da piste ciclabili di questo tipo, in modo da ridurre al minimo i rischi derivanti da possibili invasioni da parte di mezzi a motore e possibili collisioni. La separazione fisica di questo tipo di piste ciclabili innalza anche la percezione soggettiva della sicurezza da parte dei ciclisti, incentivandola dunque, e rende impossibile o molto difficile l'ostruzione da sosta abusiva. 

  • Piste ciclabili con separazione ottica/logica (corsie): si tratta di porzioni di carreggiata riservate al transito delle biciclette, indicate solo da segnaletica verticale e orizzontale (doppia striscia bianca e gialla, analoga alle corsie preferenziali), senza separazioni fisiche. Tale tipologia è prevista dalla normativa tecnica vigente (DM 557/99) solo per strade di quartiere e solo monodirezionali, nello stesso senso del traffico. A causa della frequente invasione da parte di veicoli in transito, o di ostruzione in sosta abusiva, le corsie ciclabili vengono talvolta protette con separazioni "morbide", per esempio cordolini colorati, strisce di piolini flessibili e così via. 

  • Piste ciclabili contigue al marciapiede: nel caso di marciapiedi di sufficiente larghezza, o ampliandoli, è molto diffuso ricavare piste ciclabili dalla fascia esterna, mentre quella interna rimane riservata ai pedoni. La pista ciclabile è separata dal flusso pedonale tramite striscia bianca continua e con il facoltativo fondo colorato (generalmente rosso) che innalza la riconoscibilità e riduce il conflitto derivante da utilizzo improprio da parte di pedoni. Il grado di separazione dal traffico motorizzato è simile a quelle delle piste ciclabili in sede propria, ma minore rispetto al flusso pedonale, riducendo in tal modo la velocità di scorrimento dei ciclisti. Tale tipologia è presente anche su arterie di scorrimento, dove il traffico pedonale sia ridotto, e quindi modesta la possibile conflittualità. La tendenza attuale è di utilizzare questo tipo di piste ciclabile come livello di protezione intermedio rispetto alle corsie ciclabili. Vengono usate prevalentemente per ottenere una maglia più fitta delle reti ciclabili urbane. Anche in questo caso si ha un alto grado di sicurezza oggettiva e soggettiva per i ciclisti. 

  • Percorsi ciclo-pedonali: in certi contesti si tende a far confluire su una infrastruttura comune pedoni e ciclisti, mantenendo un buon grado di protezione rispetto al traffico motorizzato. È il caso di percorsi inseriti in aree verdi in cui non è consentito l'accesso ai veicoli a motore, con uso prevalentemente ricreativo, ed anche gli itinerari cicloturistici. Questo tipo di percorsi si riscontrano anche in ambito urbano, talvolta per motivi di spazio insufficiente alla separazione.

Piste ciclabili a Trieste e dintorni

  • Carso Triestino;

  • Ciclabile Triestina: San Giacomo - Sant Antonio in bosco - Draga Sant’Elia;

  • Ex Ferrovia - Draga - Cocusso - Lipica;

  • Giro del Carso parte semplice;

  • Monte Lanaro da Sagrado;

  • Opicina - Sezana;

  • Prosecco - Santa Croce - Graboviza;

  • Rive - Passeggio Sant’Andrea;

  • Sentiero Ressel;

  • Slovenia: Carso sloveno;

  • Trieste: ex ferrovia della Val Rosandra;

  • Miramare;

  • Triestina: Napoleonica.

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