Gli angeli "dimenticati", il grazie del sindacato

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

In questi giorni assistiamo a un atteggiamento di grande delusione, sconforto e rabbia nei lavoratori della Sanità, che durante l'attuale pandemia non hanno mai ceduto. Tutte le categorie sanitarie, tecniche e amministrative, in ogni singolo individuo, si sono prodigate affinché il grande meccanismo dell'apparato sanitario continuasse a garantire tutti i servizi primari alla popolazione. Si sono spesso sprecate parole di elogio e ringraziamento nei confronti degli “angeli" (medici, infermieri, OSS, etc.), ma ciò che non si è raccontato a sufficienza è il sentimento comune che ha accompagnato i lavoratori: la paura. La paura per sé e per i propri familiari. Una paura che nonostante tutto non è mai riuscita a vincere sul senso di responsabilità e l'impegno costante. In concreto invece, a smentire le parole, assistiamo ad un'umiliazione senza precedenti da parte del governo centrale e regionale: non solo sono venuti meno alla promessa di un riconoscimento economico simbolico, ma procrastinano anche le procedure per assegnare quelle poche risorse che sono destinate alla premialità e al riconoscimento del lavoro disagiato, le quali, di norma, già fra febbraio e marzo dovrebbero essere approvate.

Richieste vane

Risultano vane le richieste inviate dalle organizzazioni sindacali alla Direzione centrale sanità e ai direttori generali per l'apertura di tavoli di contrattazione. La UIL FPL non intende più accettare questo trattamento irrispettoso nei confronti dei lavoratori, sempre e comunque in prima linea a garanzia della salute, e non solo in questo triste frangente. Metteremo in campo tutti gli strumenti a nostra disposizione per ottenere il giusto riconoscimento. Vogliamo ricordare inoltre gli “Angeli dimenticati”: dalle ostetriche agli autisti d'ambulanza, dai commessi agli amministrativi; attraverso le parole di alcuni dei loro rappresentanti. Il coordinatore regionale UIL FPL degli Autisti, Salvatore Sirigu: dal primo giorno di questa pandemia ad oggi siamo stati in prima linea, ringrazio l’abnegazione dimostrata da tutti i colleghi della Regione ma con rammarico riscontro che non siamo mai stati tenuti in vera considerazione dalle amministrazioni Regionali.

Le parole del sindacato

Il coordinatore Nazionale UIL FPL di Area Amministrativa, Stefano Bressan: gli amministrativi, lavoratori al pari degli altri ma da sempre considerati un’appendice di questo sistema sanitario, ma indispensabili ingranaggi per il funzionamento di tutte le attività, soprattutto in questa fase emergenziale che ha creato indubbi cambiamenti nell’organizzazione, risultano ancora una volta dimenticati nonostante il loro imprescindibile apporto durante tutta questa crisi emergenziale. Riscontro una grave carenza a livello Regionale di personale della nostra categoria e chiedo ancora una volta, oltre a un riconoscimento per il personale coinvolto in questa emergenza, la programmazione di un piano assunzioni in tempi brevissimi.

Il presidente dell'Ordine delle Ostetriche di Udine e Pordenone Laura Clemente: Quest'anno ci vede tutti in prima linea a fronteggiare una pandemia che colpisce indistintamente tutti. E per tutti si intendono anche le donne in gravidanza. E loro sono seguite, sostenute ed affiancate dalle Ostetriche. Purtroppo la politica e le dirigenze hanno dimostrato una miopia verso questa categoria che rasenta la cecità. Come presidente dell'Ordine delle Ostetriche di Udine e Pordenone mi sento di sottolineare quest'aspetto perché lo ritengo, assieme a tutte le mie colleghe, un fatto gravissimo. Non voglio assolutamente sminuire l'enorme impegno fisico ed emotivo che i nostri colleghi infermieri ed altri professionisti sanitari tutti hanno avuto nei reparti covid-19 positivo, in prima linea a combattere questo "mostro titanico" anzi, voglio ringraziare tutti con tutto il cuore. Ma il mostro non ha risparmiato le gestanti e qui in prima linea ci sono le Ostetriche. Professioniste che già nella " normalità" sono impegnate anima e cuore sostenendo, affiancando e portando le gestanti ad un empowerment interno tale da farle vivere la gravidanza e la nascita in prima persona, " da protagoniste attive".

La normalità vede le gestanti con a fianco anche il marito, il compagno della vita. Ma il mostro ha allontanato questo sostegno prezioso in un momento delicatissimo ed allora noi ci siamo fatte anche carico di questo ruolo, di questa responsabilità. Abbiamo aumentato il nostro impegno fisico ma soprattutto psichico ed emotivo al fine di portare la donna ad essere il più serena possibile. Tutto questo sempre in un clima di allerta costante di possibile contagio, spesso senza il tempo necessario a valutare il grado di rischio, perché si sá.. quando un bimbo decide di nascere, non aspetta. Noi Ostetriche siamo a fianco dei nostri colleghi Infermieri e delle altre professioni sanitarie, collaboriamo anche a livello regionale per il bene ultimo che è il benessere e la sicurezza dei cittadini in ambito sanitario. Chiediamo solo che finisca questa cecità e sordità nei nostri confronti e che venga riconosciuta veramente la nostra professione e le nostre competenze, non solo dalle donne e famiglie ma soprattutto dai decisori politici in ambito di salute. Nessuno deve essere dimenticato, un grazie a tutti gli “angeli" che fino ad oggi sono stati e continuano ad essere al nostro fianco.

Il Segretario Generale UIL FPL FVG Luciano Bressan

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