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Podemo critica il laminatoio alle Noghere: "Uno spreco inaccettabile di suolo"

Questo progetto dall'estensione mastodontica e con pochissimi posti di lavoro generati è la proverbiale collanina di perle di plastica, dataci in cambio di una miniera d'oro, rappresentata da quelle condizioni di Free Port uniche in Europa che dovrebbero e dovranno essere estese a tutte le aree del nostro territorio che ne abbiano bisogno. Noghere incluse.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Il progetto di lavorazione dell'acciaio presentato per le Noghere prevede - se i dati ad oggi pubblici saranno confermati - un utilizzo di 48 ettari, equivalenti a 480.000 mq, a fronte di soli 400 posti di lavoro. Dei quali possiamo peraltro immaginare che la metà, cioè 200 posti circa (solamente 4 per ettaro, con circa un quinto della concentrazione della Wärtsilä!), saranno riempiti da personale del luogo. Se la priorità fosse lo sviluppo di Muggia e dei comuni circostanti, una proposta con questi numeri sarebbe immediatamente rispedita al mittente. La zona delle Noghere dev'essere invece inclusa in un ampliamento del nostro Free Port, parcellizzata e diversificata per poter avere molti e vari insediamenti in grado di usufruire dei vantaggi fiscali previsti. È questa la direzione in grado di portare posti di lavoro di qualità e benessere a Muggia; proporre al contrario di sprecare il poco terreno a nostra disposizione a fronte di pochi posti di lavoro dovrebbe risultare irricevibile all'intera politica locale. Che, al contrario, ancora una volta pare ergersi compatta verso la costruzione di un futuro mediocre e all'insegna dello spreco dei nostri spazi. Per capire quanto enormi siano i 48 ettari previsti, basti pensare che l'intero Porto Vecchio di Trieste è composto da 66 ettari. Noi di Podemo siamo fortemente contrari a questo progetto, che a quanto visto finora non ha ragione per superare la fase di proposta, su cui abbiamo peraltro effettuato una richiesta di accesso agli atti che ci permetterà di confermare o meno i dettagli ad oggi presentati. Lo percepiamo come la proverbiale collanina di perle di plastica data in cambio di una miniera d'oro, rappresentata da quelle condizioni di Free Port uniche in Europa che dovrebbero e dovranno essere estese a tutte le aree del nostro territorio che ne abbiano bisogno. Noghere incluse.

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