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Audizione del Direttore Generale dell’Asuits alla seduta della Prima Commissione Consiliare Permanente del Comune di Trieste

Sono stati affrontati i temi della situazione al Pronto Soccorso e dell'attivazione dei Centri di Assistenza Primaria

Si è svolta oggi, presso la Sala della Giunta, l’audizione del Direttore Generale Nicola Delli Quadri, accompagnato da una delegazione dell’Asuits, alla seduta della Prima Commissione Consiliare Permanente del Comune di Trieste. Si è trattato di un incontro informativo, nel corso del quale sono stati affrontati i temi della situazione del Pronto Soccorso e dell’attivazione dei Centri di Assistenza Primaria previsti dalla riforma della sanità regionale.

Per conto dell’Azienda Sanitaria hanno partecipato all’incontro Nicola Delli Quadri, Direttore Generale; Maila Mislej, Direttore Infermieristico; Melania Salina, Referente Cure Primarie, Staff Direzione Generale; Alfredo Perulli, responsabile Qualità e Accreditamento, Sandro Centonze, Direttore SC Programmazione Controllo, Sara Sanson e Paola Colle, Comunicazione e Relazioni Esterne.

“E’ necessario comprendere che la riorganizzazione della rete delle cure primarie, di cui il CAP costituisce parte importante, è un processo che inizia ora, ma è destinato a durare a lungo, in quanto richiede la trasformazione di stili di lavoro, relazioni tra professionisti, riorganizzazione di percorsi di cura e nuovi assetti organizzativi. Proprio perché i CAP non sono assimilabili a dei poliambulatori, ma ambiscono ad essere un luogo fisico dove i diversi professionisti, tutti assieme, realizzano l’attività clinico-assistenziale mediante interventi integrati e coordinati,  dando avvio alla sanità d’iniziativa che, differenziandosi dalla sanità d’attesa cui siamo abituati, ha proprio lo scopo di fronteggiare le principali malattie croniche intercettando e prevenendo l’instaurarsi delle riacutizzazioni attuando azioni pianificate e che durano nel tempo, con il chiaro obiettivo che l’equipe può offrire competenze molteplici e differenziate in momenti diversi e diluite nell’arco temporale, secondo un principio di appropriatezza che impone di fare quello che serve, quando serve e ad opera del professionista giusto.” - così il direttore Delli Quadri commentando le linee aziendali e il piano di sviluppo del Centri di assistenza primaria.

In occasione dell’incontro che si è svolto ieri pomeriggio con i medici di famiglia è stato presentato e condiviso il Piano di sviluppo dei centri di assistenza primaria di ASUITS che è la sintesi di molti mesi di lavoro con i vari professionisti nelle cure primarie. Ora siamo in attesa dell’adesione dei medici di medicina generale che, ricordiamo, è su base volontaria. Per l’Azienda sanitaria integrata lo sviluppo a pieno regime dei CAP è una priorità perché essi costituiscono l’innovazione necessaria per poter dare risposta ai nuovi bisogni di una popolazione che invecchia e sviluppa malattie a lunga durata.

“Il Piano di sviluppo dei centri di assistenza primaria - spiega la dott.ssa Melania Salina, referente per la riorganizzazione dell’assistenza primaria della direzione generale, è un documento di lavoro aperto destinato a modificarsi in corso d’opera, ma contenente già ora tutti gli elementi cardine del processo di riorganizzazione. Il documento descrive nel dettaglio gli indirizzi per l’attivazione, il funzionamento ed il potenziamento futuro dei nascenti CAP. Le azioni previste sono descritte dettagliatamente, specificando i professionisti coinvolti e gli obiettivi da raggiungere”.

IL CONTESTO ANAGRAFICO. A Trieste le persone con più di 75 anni d’età sono aumentate negli ultimi tre anni al ritmo di 1.000 in più all’anno. Come riportato dal Il sole 24 ore del 3 gennaio, la provincia di Trieste è la più anziana d’Italia, con un indice di vecchiaia di 254,4 contro il valore di 204,7 della regione e 161,4 della media italiana. (Per indice di vecchiaia si intende il rapporto tra la popolazione under 65 e under 15). Le persone dai 65 anni in su sono quelle che hanno maggiore bisogno di assistenza sanitaria, e col passare degli anni diventano persone fragili, spesso sole, con più patologie croniche. Le linee guida del Ministero della Salute prevedono un approccio multidisciplinare e multiprofessionale a queste patologie, per evitare che al presentarsi di una complicanza o di una riacutizzazione sia necessario rivolgersi al pronto soccorso.

CENTRI DI ASSISTENZA PRIMARIA (CAP). I CAP fanno parte della sanità di iniziativa, che si differenzia dalla sanità di attesa in quanto si propone di prendere in carico complessivamente le persone con malattie croniche offrendo un monitoraggio continuo e multidisciplinare e prevenendo le complicanze. Stando all’esempio della Toscana, che ha adottato questa organizzazione ottenendo una adesione dei medici di medicina generale del 50%, per le persone diabetiche o con scompenso cardiaco, i CAP consentono di ridurre la mortalità del 10-12%. All’interno dei CAP, dalle 8 alle 20 opereranno i medici di medicina generale e gli specialisti, mentre dalle 20 alle 8 sarà attiva la continuità assistenziale (ex guardia medica).

IL PRONTO SOCCORSO. L’affollamento al Pronto Soccorso è un problema che la nostra città condivide con il resto d’Italia. A Trieste nel 2015 sono stati registrati circa 70.000 accessi, con un aumento di 5.015 accessi nel 2016. Di questi 5.015, 1.273 hanno portato al ricovero. In termini di operatività giornaliera (una media non costante nel tempo) si è passati da 189,5 a 202,7 accessi al giorno e da 39 a 42,3 ricoveri tra il 2015 e il 2016. Si è registrato anche un aumento della gravità dei casi, con incremento dei codici gialli e rossi, legati alla maggiore anzianità della popolazione.

I dati confermano però il mantenimento dell’efficienza del Pronto Soccorso, in quanto il rapporto tra accessi e ricoveri si è mantenuto al 20% circa.

Nel 70% dei casi le persone arrivano al Pronto Soccorso con mezzi propri e con accesso diretto, quindi non mediato da continuità assistenziale, medici di medicina generale o altre strutture. Tra gli over 75 si è registrato un aumento di 2.008 accessi nell’ultimo anno. Il 40% degli accessi è dato da patologie di tipo ortopedico, seguite dalle patologie di tipo cardiologico e dalle patologie respiratorie. In un anno vengono effettuate circa 6.000 deospedalizzazioni protette in collaborazione con le RSA.

INFLUENZA. Secondo il rapporto InfluNet nelle ultime 3 settimane (fino al 7 gennaio) c’è stato il picco dell’influenza, che ha avuto una intensità più alta rispetto all’anno scorso. Questo ha comportato un aumento dei ricoveri per patologie respiratorie; gli accessi al Pronto Soccorso possono variare da 250 a 150 al giorno. Nel 2016 c’è stato un aumento di ricoveri del 4,5% ma è diminuita la loro durata, a dimostrazione di una maggiore efficienza.

La fase acuta del periodo festivo è stata superata senza tracollo organizzativo, lavorando insieme con i colleghi e gli infermieri 118, del Pronto Soccorso e della continuità assistenziale, con incontri quotidiani per controllare e aumentare di giorno la guardia medica da 4 a 6-7 medici. Verrà presentato a breve un piano di riorganizzazione dell’accoglimento in emergenza.

FUORI REPARTO. Quest’anno l’influenza è più aggressiva, la media dei fuori reparto inferiore al 2016. Nell’ultimo biennio è stata aumentata la dotazione di medici e infermieri nelle fasce orarie di maggior flusso e sono state intraprese delle valutazione congiunte con tutti i professionisti. Da maggio del 2015 è stata istituita la guardia attiva ortopedica sulle 24 ore, sono stati incrementati i trasporti secondari, e i posti letto in medicina d’urgenza. Nel 2016 queste azioni sono continuate con il potenziamento del personale e delle RSA, l’ampliamento del Servizio di continuità assistenziale, i trasporti secondari anche nei festivi, la convenzione con le Strutture accreditate che hanno sostenuto 50 ricoveri e la creazione dell’Accoglimento condiviso che funge da ammortizzatore.

QUALI PASSI ULTERIORI? Il Pronto Soccorso di Cattinara è fortemente condizionato dalla situazione logistica. Si tratta di una struttura progettata negli anni ‘60 e inaugurata nell’84, che prevedeva una media di 50 accessi al giorno, mentre ne sta sostenendo in media 160-180. I lavori di ristrutturazione dovrebbero partire in 3-4 mesi. Il primo intervento sarà proprio sul Pronto Soccorso, al fine di creare una struttura modulare e antistante le torri, mantenendo la stessa metratura, ma senza vincoli strutturali e di impiantistica.

ASSUNZIONI. Gli operatori della sanità Asuits sono circa 4600. Sono state fatte nel 2016 ulteriori 106 assunzioni di cui 45 infermieri, 18 operatori sociosanitari, 10 barellieri, 5 destinati al pronto soccorso, 6 al complesso operatorio e altri ancora per l’assistenza primaria. 2 persone sono state assunte nel 2017 per l’accoglimento condiviso.

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