Recuperare terre incolte? Da oggi è più facile

In arrivo il bando GAL per Carso, Istria in Italia e i sobborghi di Trieste, utile a rimettere in produzione terreni agricoli non coltivati

Il dibattito sui terreni incolti è quanto mai attuale: ciclicamente, infatti, ritorna su quotidiani, gazzettini ufficiali, normative comunali e iniziative locali.

Infatti, le criticità legate all’abbandono dei terreni agricoli, come il proliferare di insetti dannosi per l’uomo come le zecche, il rischio di incendi e una perdita di quel paesaggio culturale che è una delle eredità del Mediterraneo, hanno diretta influenza sulla quotidianità delle comunità sparse sul suolo italiano al di fuori dei grandi conglomerati urbani.

E proprio l’impellenza del problema ha dato il via a efficaci politiche che in Italia negli ultimi 20 anni hanno portato a risultati importanti: basti pensare che, dal 2000 ad oggi, la Superficie Agricola Utilizzata ha registrato un incremento su base nazionale del 44%, con picchi particolarmente rilevanti nel centro Italia e sulle Isole.

Tuttavia, sebbene il dato nazionale sia incoraggiante, rimangono delle eccezioni. In Carso, durante il medesimo arco temporale, la superficie agricola è cresciuta poco più dell’1%. Un problema, quello dei terreni incolti, che affligge il Carso sin dal dopoguerra è che pare ormai essere diventato cronico: basti pensare che, negli ultimi 30 anni, il territorio agricolo della ex Provincia di Trieste ha perso 679 ettari di superficie agricola.

Le cause alla radice del fenomeno sono diverse: urbanizzazione delle aree rurali, parcellizzazione tra tanti proprietari dei singoli fondi che genera frammentazione e dispersione di risorse, nonché bassa fertilità del suolo carsolino che genera difficoltà per le aziende a essere competitive sulla quantità e sul prezzo.

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Gli enti locali negli ultimi decenni, inoltre, al netto delle buone intenzioni e per vari motivi storici e culturali, non sono riusciti promuovere strategie in grado di portare risultati concreti.

Ma fortunatamente esistono anche scenari alternativi: partendo dal basso e instaurando un dialogo con chi vive quotidianamente il territorio, c’è chi sta lavorando per invertire la rotta e impostare un’azione di recupero efficiente e di ampio respiro. È il caso del nuovo bando pubblico promosso dal GAL Carso – LAS Kras, consorzio intento a riorganizzare il sistema locale dell’agricoltura e del turismo, attivo sul Carso triestino e goriziano, nei comuni di Muggia e Dolina e nell’area rurale di Trieste.

Il bando del GAL è chiaro, lineare e con uno scopo ben preciso: mettere coloro che hanno interesse nel coltivare un terreno abbandonato nelle condizioni di farlo, potendo usufruire di 20.000 euro di fondi europei.

Il bando del GAL Carso non finanzia solamente le attività finalizzate a un nuovo dissodamento del terreno, ma include anche interventi legati alla componente paesaggistica, come la rimessa in sesto delle siepi e la sistemazione dei muretti a secco.

Il bando, insomma,  vuole dare nuova linfa a un territorio e di conseguenza a una comunità che, messa finalmente nelle condizioni di recuperare la propria terra perduta, può riappropriarsi di sé e della propria storia.

Ma c’è di più: per aiutare gli interessati a una corretta compilazione della domanda, che va presentata entro il 27 dicembre 2018, i Centri di Assistenza Agricola (CAA) sono a disposizione per una consulenza, così come l’ufficio GAL Carso, raggiungibile telefonicamente dal lunedì al venerdì tra le 9 e le 12 al numero 040-3798522 o via email all’indirizzo info@galcarso.eu. Una sintesi del bando è visibile sul sito web del GAL Carso – LAS Kras

Non ti resta che leggere il Bando e fare un passo per rimettere a nuovo la tua terra che sembrava perduta.

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