Giovedì, 28 Ottobre 2021
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2 Giugno: Bolzonello, Repubblica è nata da grande atto di democrazia

Fogliano Redipuglia (Go), 2 giugno - "Non dovremmo mai dimenticare che la Repubblica italiana è nata da un grande atto di democrazia popolare". Lo ha sottolineato oggi a Redipuglia il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia Sergio Bolzonello, a margine delle celebrazioni della Festa della Repubblica.

"Il 2 giugno - ha affermato Bolzonello - è la festa fondante della nostra comunità, e lo è sulla base di un voto liberamente espresso da decine di milioni di persone e per la prima volta a suffragio davvero universale, che ha fatto sì che questo Paese scegliesse un modello democratico".

Il vicepresidente ha ricordato come il Paese abbia vissuto periodi di fiducia e rapida crescita, momenti terribili di violenza interna e di ripiegamento sociale "e in questo percorso, il Friuli Venezia Giulia ha portato il suo contributo di civiltà e di sangue, patendo prima i travagli del confine orientale e versando poi il suo tributo di vite ai colpi del terrorismo: guardiamo con riconoscenza alle Forze Armate e ai Corpi dello Stato che garantiscono la democrazia e la pace nella sicurezza e siamo protesi a sviluppare le doti migliori della nostra comunità regionale".

"Nelle prove che abbiamo superato, come in quelle che ci stanno di fronte, siamo sostenuti da una grande fede nella capacità di suscitare energie costruttive, nella volontà di non mollare. Per questo oggi il Friuli Venezia Giulia festeggia il 2 giugno accanto ai sindaci dei comuni terremotati del Centro Italia, cui giustamente è stato dato l'onore di aprire la sfilata a Roma: i sindaci mantengono un ruolo di centralità strordinaria nei confronti delle nostre comunità; ne interpretano i bisogni e, oltre il mandato affidato con il voto, spesso servono con spirito di volontariato. Si tratta - ha concluso Bolzonello - di un legame su cui regge molto dell'impianto democratico di questo Paese".

La cerimonia per il 71° anniversario della Repubblica Italiana al sacrario di Redipuglia ha visto oggi la presenza del sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi e di numerose autorità civili e militari. Per la Regione era presente anche l'assessore Sara Vito e, in rappresentanza del Consiglio regionale, il vicepresidente Paride Cargnelutti.

Prima dell'accensione dei tripodi che sovrastano il sacrario dove riposano le spoglie di oltre centomila soldati morti nella Grande Guerra, Rossi, davanti ai reparti schierati delle Forze armate e alle insegne di associazioni combattentistiche e d'Arma, ha deposto una corona alla memoria dei Caduti. Dopo la preghiera per la Patria da parte del Cappellano, don Sigismondo Schiavone, la motivazione del conferimento della Medaglia d'oro al valor militare al Milite ignoto è stata letta da Paola Del Din, portatrice di quella stessa Medaglia che onora anche il fratello Renato caduto a Tolmezzo nel 1944. ARC/EP ARC/EP



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