Mercoledì, 16 Giugno 2021
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2 Giugno: Rossi, se non trasferiamo valori ai giovani falliremo

Fogliano Redipuglia (Go), 2 giugno - "Qui al Sacrario di Redipuglia ci troviamo in una cornice di straordinaria suggestione, ma mancano probabilmente i principali destinatari del messaggio che vogliamo inviare in questa celebrazione: i giovani".

Si sta avviando alla conclusione il discorso ufficiale che il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi ha preparato per la Festa della Repubblica, e in cui ha ribadito il senso della celebrazione del 2 giugno, - "significa dare risalto al legame inscindibile tra passato, presente e futuro, quale presupposto di garanzia affinchè emerga il valore di una memoria solida, matura e condivisa su cui sviluppare ogni progetto di crescita" - quando questa frase risuona forte, tra gli schieramenti dei reparti delle quattro Forze armate e dei Corpi armati dello Stato e tra le scalinate del sacrario dove riposano le spoglie di centomila soldati della Prima Guerra mondiale.

Rossi richiama l'importanza di tramandare i valori proprio ai giovani, "dobbiamo fare capire loro - ha detto - che democrazia e pace devono essere difesi nel quotidiano attraverso l'esempio: se non riusciamo a dare questi segnali allora abbiamo fallito".

Ma poi Rossi si rivolge verso i reparti e scandisce forte: "Oggi qui una parte parte di giovani c'è: è quella in divisa, e incarna quei valori che in un mondo che ha conosciuto la disgregazione di capisaldi etici e morali sono fondamenta. Loro si pongono come esempio da seguire non solo per gli altri giovani, ma per tutta la società".

Nel corso della allocuzione Rossi aveva sottolineato come "al di là del fatto storico, il 2 giugno significa risaltare l'impegno della grande famiglia di tutti i servitori dello Stato, eroi del quotidiano, cittadini tra i cittadini, che, quasi sempre lontani dai riflettori, non si risparmiano per dare il loro contributo al Paese".

Il sottosegretario ha ricordato come "in un mondo in cui la cooperazione internazionale e, in primo luogo quella in ambito europeo, ai fini della sicurezza diviene un imperativo assoluto", a queste "esigenze, tristemente portate alla cronaca, anche quella odierna, contribuiscono quotidianamente più di 14 mila donne e uomini delle Forze armate, 7 mila dei quali operano lontani dai confini nazionali".

A margine della cerimonia - a cui ha preso parte per la Regione il vicepresidente Sergio Bolzonello - Rossi, rispondendo alle domande dei cronisti, è intervenuto sulla questione dello sblocco dei lavori di restauro del monumento nazionale, "non un sacrario come altri, ma il simbolo della Prima Guerra mondiale, che ha dato unità al nostro Paese", affermando che, "se da una parte la pratica sta seguendo il suo iter amministrativo giuridico, resta salda la convinzione che il Governo riconosce importanza al sito e cercherà di mettersi in opera quanto possibile".

Sulla riorganizzazione della Brigata Pozzuolo del Friuli, il cui comando a Gorizia rischia il ridimensionamento di alcuni reparti, Rossi si è detto fiducioso. "E' una realtà operativa, che continuerà il suo ruolo nelle Forze armate".

Infine, il sottosegretario si è espresso sul cambio di aerei della Pattuglia acrobatica nazionale. "L'iter ha una scelta consolidata, ma i tempi non sono immediati", ha detto, in ragione di aspetti molto complessi che devono tra l'altro contemperare la sostenibilità finanziaria e le richieste peculiari dell'addestramento delle Frecce Tricolori. ARC/EP
 



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