Martedì, 16 Luglio 2024
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Agricoltura: Zannier, Consorzi bonifica Fvg modello di efficienza

L'assessore a Roma all'Assemblea nazionale Anbi: dimostrano la necessità dei corpi intermedi nella realizzazione di progetti e opere Pordenone, 3 lug - "Quando si affronta il tema dell'acqua, in tutte le interlocuzioni e le comunicazioni istituzionali a ogni livello, bisognerebbe parlare la stessa lingua. Oggi noi riscontriamo delle difficoltà sulla questione dell'acqua perché abbiamo soggetti che non parlano la stessa lingua. Che dovrebbe essere la lingua dell'oggettività e della valutazione del tema in tutte le sue varie sfaccettature, che consenta di capire che se l'acqua non è un bene privato non lo è per nessuno. Quindi, non esiste un soggetto titolare della capacità e di una sorta di "verbo divino" che possa dare la propria ricetta dicendo che è quella giusta e tutte le altre sono sbagliate. Per questo oggi ci troviamo ad avere uno scontro sul piano "confessionale" su un tema che invece richiederebbe un approccio molto "laico" e per nulla ideologico". Lo ha sostenuto l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, ittiche e montagna Stefano Zannier intervenendo alla tavola rotonda "Quali scelte dopo il Pnrr? Consorzi di bonifica, corpi intermedi di autogoverno decisivi nelle politiche di adattamento alla crisi climatica". Il dibattito - al quale hanno partecipato anche il presidente del Cnel Renato Brunetta, il presidente dell'Anbi Francesco Vincenzi e gli assessori alle Politiche agricole di Emilia e Romagna e Lazio - è stato organizzato nell'ambito dell'Assemblea annuale dell'Associazione nazionale Consorzi gestione e tutela del territorio e acque irrigue in corso a Roma nelle giornate di ieri e di oggi. L'assessore Zannier ha poi portato ad esempio, come caso di "eccellenza" nei rapporti amministrativa e di buone pratiche messe in atto da un corpo intermedio, proprio il sistema dei Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia. "Nel caso dei nostri Consorzi di bonifica regionali - ha evidenziato l'esponente della Giunta Fedriga - le cose si riescono a fare poiché si sono tenuti presenti quattro concetti fondamentali che si cerca sempre di garantire. In primis competenza ed efficienza, che rappresentano una vera eccellenza. Ma altrettanto importanti sono correttezza e lealtà. Quando ci sono rapporti corretti e leali, tra Amministrazione pubblica e corpo intermedio e all'interno del sistema degli stessi corpi intermedi, si riesce a fare tutto. Su questo - ha ribadito Zannier - io mi ritengo un assessore fortunato poiché nella mia regione questi elementi ci sono tutti e quando ci sono tutti i risultati si ottengono, se ne salta uno solo il sistema va in crisi. Credo che i Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia possano rappresentare un modello della necessità, dell'utilità e del funzionamento dei corpi intermedi come enti che consentono, attraverso rappresentanza e mediazione, il raggiungimento dei risultati a tutela di un grande bene comune qual è l'acqua". In precedenza, nel corso del dibattito, Zannier aveva però posto l'accento su alcune difficoltà che il sistema Paese spesso vive rispetto alla realizzare opere necessarie alla crescita e allo sviluppo, oltre che alla tutela della sostenibilità sociale, economica e ambientale. "Oltre a parlare la stessa lingua, ai diversi livelli istituzionali - aveva detto l'assessore - è anche necessario trovare modalità condivise sul rispetto dei tempi di realizzazione delle opere. Nel senso che se riesco a realizzare qualcosa programmato oggi per dare risultati entro la tempistica prevista, ottengo l'obiettivo; se invece si superano quei tempi diventa complicato raggiungere il risultato. C'è dunque da chiedersi: fino a quale limite è accettabile ritardare all'infinito la realizzazione di qualsiasi opera pubblica perché ci sarà sempre la possibilità di un eventuale ricorso? E fino a quando un corpo intermedio, chiamato a realizzare quell'opera, può continuare a rallentare qualsiasi tipo di attività? Perché abbiamo un'unica certezza: ci saranno sempre, com'è normale che sia, dei contrari ma non è possibile che i ricorsi possano continuare all'infinito in quanto inevitabilmente rallenteranno le procedure. Perciò - ha rimarcato Zannier - è necessario e urgente trovare dei limiti, che consentano il contemperamento dei diversi interessi ma garantiscano anche tempi certi. Altrimenti il rischio è davvero quello che tutto si ingessi e che il Paese rimanga indietro". ARC/LIS/al

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