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Agricoltura: Zannier, uso consapevole sementi con fitosanitari

L’assessore a Agriest: Regione al lavoro per supporto a metodi ecocompatibili

  Martignacco (Ud), 25 gen - "Le sementi trattate con prodotti fitosanitari sono altamente diffuse anche nell'agricoltura del Friuli Venezia Giulia e la Regione, attraverso Ersa, intende lanciare una campagna di informazione e sensibilizzazione; l'orientamento è quello di lavorare anche a un sostegno dell'agricoltura di precisione prevedendo incentivi per le attività che limiteranno al massimo gli impatti sull'ambiente dei fitosanitari a garanzia degli stessi agricoltori e a tutela dei consumatori e dell'ambiente".

È il messaggio che l'assessore Fvg alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, ha lanciato alla platea di agricoltori e rappresentanti di categoria al convegno organizzato da Regione ed Ersa su "Le buone pratiche agricole nei seminativi, nel rispetto dell'ambiente e dell'economia" alla fiera di settore Agriest 2019.

"Un'occasione importante per confrontarci sulle buone prassi che bisogna attuare all'interno di un programma di semine alla luce del fatto che ci sono delle problematiche di ecocompatibilità da non sottovalutare derivanti da un uso non corretto di questi prodotti oppure da buone pratiche che non vengono attuate", ha fatto notare Zannier.

Come ricordato nella sua relazione da Gianluca Governatori (Servizio fitosanitario e chimico di Ersa), i prodotti fitosanitari fanno parte degli attuali processi produttivi; la semente di mais, infatti, oggi è di norma immessa sul mercato già trattata. Di prassi, gli ibridi di mais più recenti e più performanti sono commercializzati conciati, ovvero rivestiti perlomeno con polvere fungicida.

I prodotti di sintesi chimica sono autorizzati "ma - ha chiarito Zannier - vanno adottate tutte le necessarie modalità di utilizzo per ovviare alle eventuali problematiche ambientali". Gli utilizzatori professionali di prodotti fitosanitari a partire dal 1 gennaio 2014 sono vincolati a seguire i principi generali della cosiddetta difesa integrata previsti dal piano di azione nazionale. Il piano prevede limitazioni (divieto di irrorazione aerea, misure a tutela dell'acqua potabile, procedure speciali per manipolazione e stoccaggio di prodotti e trattamento degli imballaggi e delle rimanenze) e richiama all'applicazione di precise tecniche di valutazione del rischio.

Anche la Regione Fvg - ha ricordato Governatori - supporta la difesa integrata volontaria: nel 2018 sono stati circa 8mila gli ettari, pari al 7 per cento del totale della superficie a seminativi, che sono stati sostenuti sia attraverso l'intervento Psr Gestione integrata dei seminativi (258 euro per ettaro all'anno; nel 2018 sono stati 6.233 gli ettari coltivati) sia quello per la Conversione all'agricoltura biologica (473 euro per ettaro all'anno) e per il mantenimento (430 euro per ettaro) che ha riguardato lo scorso anno 2.341 ettari.

Daniele Giacomel (Condifesa) ha illustrato le opportunità offerte dai fondi mutualistici per sostenere perdite di reddito derivanti da attacchi parassitari o danni alle colture causati da altre avversità.

Oltre ai metodi alternativi al controllo chimico dei parassiti, Lorenzo Furlan (Veneto Agricoltura) ha presentato al convegno gli obiettivi della difesa integrata del mais nelle sue prime fasi di sviluppo, dimostrando, dati alla mano raccolti anche in Fvg, che è possibile mantenere, se non addirittura migliorare, la redditività delle imprese agricole trattando meno del 5 per cento della superfice a mais con insetticidi.

Anche la ricerca ingegneristica è al servizio del settore primario per cercare adattamenti alle macchine seminatrici e limitare così la diffusione delle polveri contenenti prodotti fitosanitari.

A tal proposito, ad illustrare il prototipo sviluppato da Crea-It, il Centro ingegneria e trasformazioni agroalimentari del Consiglio per la ricerca in agricoltura e analisi dell'economia agraria (Crea), che consente di ridurre del 90 per cento i depositi di polveri rispetto a una seminatrice automatica convenzionale, è stato il ricercatore Marcello Biocca.

ARC/EP/fc
 



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