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Agroalimentare: Zannier, con sovrapproduzioni eccellenze a rischio

 

 

 



Pordenone, 19 ott - "Un problema economico, etico e ambientale al quale bisogna prestare concretamente attenzione, mettendo in atto una strategia precisa che coinvolga tutte le fasi della filiera produttiva".

Lo ha detto ieri a Pordenone l'assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, nel corso del convegno "Less waste more taste", organizzato da ErgonGroup in collaborazione con Crédit Agricole FriulAdria e dedicato allo spreco alimentare. In particolare l'incontro, rivolto alle aziende e agli operatori del processo alimentare, si è concentrato sulle buone pratiche al fine di far emergere le soluzioni per convertire gli sprechi in valore, coerentemente a una logica di sistema indirizzata a favore di imprese e comunità.

Mirando il ragionamento sull'agroalimentare, Zannier ha parlato del fenomeno della sovrapproduzione nella fase primaria del processo e del rischio, in casi di eccedenze, di declassamento del prodotto.

"Se l'eccesso di produzione è talmente elevato da non permettere nemmeno il declassamento - ha spiegato Zannier - quel prodotto rischia di prendere una strada di non ritorno, senza neanche la possibilità di essere utilizzato per una trasformazione secondaria (come quella dei mangimi per animali)".

L'assessore ha continuato spiegando che, nel caso in cui le eccedenze riguardino prodotti di qualità e tutelati, si deve fare i conti con il conseguente abbassamento dei prezzi di mercato. "Questo - ha sottolineato l'assessore - comporta una pericolosa fluttuazione da una stagione all'altra, con conseguenze di estrema gravità sulle politiche aziendali di pianificazione e di programmazione".

"C'è la necessità quindi - ha detto ancora Zannier - di essere tutti consapevoli che in determinati casi non si può pensare di produrre senza limiti, ma bisogna entrare nella logica di produrre il necessario per soddisfare i bisogni della vendita". Durante i lavori del convegno, al quale ha partecipato tra gli altri anche l'onorevole Maria Chiara Gadda, prima firmataria della legge 166/2016 che regola la materia, sono emersi alcuni dati che rappresentano le dimensioni del fenomeno.

Nel dettaglio, su scala globale, almeno un terzo degli alimenti prodotti non viene consumato per un valore complessivo di circa 580 miliardi di euro. Questo valore equivale a un territorio produttivo delle dimensioni di Canada e India messe insieme. Il 64 per cento delle eccedenze si registrano nel settore primario, il 5 nella fase di trasformazione del prodotto, il 24 nel processo di distribuzione al consumatore e il 7 nella ristorazione.

Per quel che riguarda "l'intensità di recupero delle eccedenze", in Italia si è passati dal 9 per cento del 2015 al 20 per cento del periodo 2016-2017, grazie anche alle innovazioni tecnologiche attuate dalle aziende. ARC/GG/ep
 

 

 

 



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