Agroalimentare: Zannier, grande forza inespressa dei prodotti Fvg

Cavasso Nuovo, 6 ottobre - "La considerevole potenzialità inespressa del territorio regionale nel campo delle produzioni agroalimentari: qualitativamente rilevanti e fortemente radicate. Da qui, la necessità della loro messa sotto tutela, unitamente a un'azione promozionale e di distribuzione che non snaturi il singolo prodotto e la sua tipicità".

Lo ha detto l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, oggi a Cavasso Nuovo in apertura del convegno "Dolomiti friulane e valli pordenonesi. Carattere e gusto" organizzato dalla delegazione pordenonese dell'Accademia italiana della cucina in collaborazione con i Comuni di Cavasso Nuovo e Sequals.

Obiettivo dell'incontro, a cui ha presenziato anche il vicegovernatore Riccardo Riccardi, esaltare l'area della montagna pordenonese come luogo ideale per la pratica delle attività sportive e la scoperta della natura e del paesaggio. Ma non solo. Anche il gusto e l'enogastronomia rappresentano un fattore di attrazione turistica che può dare beneficio all'economia del territorio.

Come ha sottolineato l'assessore, il convegno rappresenta "un momento di approfondimento importante, che grazie alle professionalità e alle competenze presenti favorisce attraverso la conoscenza dei prodotti enogastronomici anche quella delle nostre zone".

E proprio sul concetto di attrattività e di singolarità del territorio la guida naturalistica Fabiano Bruna ha ricordato come la formazione delle Dolomiti friulane, nate da rocce carbonatiche sedimentarie, risalga all'incirca a 200 milioni anni fa. Per questo sono meta di studiosi come paleontologi e geologi, mentre a livello sportivo vengono frequentate da alpinisti e speleologi. C'è poi l'elemento della naturalità, ovvero l'elevata biodiversità delle Dolomiti (dal 2009 Patrimonio Unesco), confermata dall'istituzione del Parco naturale delle Dolomiti friulane.

Sull'agroalimentare, Alessandro Fadelli, della Società Filologica Friulana, ha tracciato i cambiamenti che hanno coinvolto gli allevamenti in Friuli negli ultimi due secoli. Un territorio che si è risollevato dall'arretratezza fino ad arrivare alle produzioni di punta di oggi. In tal senso da sottolineare il miglioramento, registrato a cavallo tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, della qualità dei formaggi grazie al sorgere delle latterie sociali e ai primi percorsi formativi che conferirono professionalità e competenza ai casari. Un impulso innovativo fu dato anche dall'importazione di nuove razze sia tra i bovini (Svizzera) che i suini (Stati Uniti e Cina), migliorando la qualità dei salumi e delle carni.

Al convegno, moderato dal delegato di Pordenone dell'Accademia Stefano Zanolin, hanno preso parte tra gli altri anche i sindaci Emanuele Zanon (Cavasso Nuovo) e Enrico Odorico (Sequals). ARC/GG/ep
 



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