Lunedì, 15 Luglio 2024
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Alpini: Zilli, grazie a loro Friuli evitò sradicamento comunità

Gemona del Friuli, 11 mag - "Grazie agli Alpini e all'aiuto dei tanti volontari che da ogni parte d'Italia e del mondo giunsero a portare speranza e riscatto, il Friuli ha potuto scongiurare lo sradicamento della propria comunità dopo il terremoto. Questa mostra non solo rinsalda l'indissolubile legame tra Gemona, il Friuli e le penne nere, ma ci consente una volta di più di esprime il nostro profondo senso di gratitudine e di rispetto per quanti furono solidali con la nostra terra". L'assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli ha portato il saluto dell'Amministrazione regionale all'inaugurazione della mostra "Parole e immagini degli alpini nel Friuli terremotato", allestita dal Comune di Gemona del Friuli nelle sale del Castello, per rendere omaggio all'impegno che gli alpini in armi e in congedo garantirono fin dalle primissime ore del disastro del 6 maggio 1976. Un allestimento reso possibile dalla collaborazione con l'archivio fotografico dello Stato maggiore dell'Esercito, oggi rappresentato a Gemona dal generale di brigata Francesco Greco, in collaborazione con la giornalista Giacomina Pellizzari e la curatrice Nicole Pravisani, oltre che dalla Brigata Alpina "Julia", dal 3° Reggimento artiglieria terrestre da montagna, dall'Ana di Gemona e dalla sezione di Roma, dalla Cineteca del Friuli, dal Messaggero Veneto, dalle associazioni "Amici della fortezza di Osoppo" e "Gruppo storico penna nera", dagli archivi personali del generale Angelo Gaiolo, già comandante del Gruppo "Conegliano" nel 1976, di Claudio Grossi, già sergente della Batteria comando del Gruppo "Conegliano" durante il sisma e da Claudio Tuti. "Oggi a Gemona inauguriamo un'anteprima della 94^ Adunata con un ricco programma di eventi che ha il pregio di coinvolgere le generazioni del passato e del futuro", ha detto ancora l'assessore, richiamando poi alla memoria i suoi ricordi di bambina che, pur nata dopo il terremoto, ha vissuto "nelle celebrazioni che ogni anno si tenevano alla caserma Goi-Pantanali, dove morirono 29 soldati di leva e tre militari di fanteria deceduti in altre circostanze. Allora come oggi si respirava il senso profondo di gratitudine per la solidarietà espressa in quelle ore, per l'unione alla comunità friulana dimostrato anche da quanti non vi appartenevano per origine ma erano lì per servire lo Stato. Questi sono i nostri valori di cui ancora ci facciamo portatori e che dobbiamo preservare e trasmettere ai più giovani". Zilli ha infine ricordato le parole dell'indimenticato commissario straordinario Giuseppe Zamberletti che con lungimiranza mise in guardia le istituzioni e i cittadini dal pericolo dello sradicamento, "pericolo che il Friuli ha saputo evitare con tenacia e con il grande esempio della ricostruzione", ha concluso Zilli. La mostra resterà aperta dall'11 maggio al 17 settembre con i seguenti orari: venerdì 15 - 19, il sabato e la domenica 10-12.30 e 15-19. Ingresso gratuito. Per aperture straordinarie nel corso della stagione estiva consultare il sitowww.visitgemona.comp ARC/SSA/pph

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