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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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Ambiente: Scoccimarro, serve confronto con Regioni e Nazioni vicine

Convegno 'Cop26 da Glasgow al Fvg' sul clima con il Nobel Giorgi Trieste, 10 nov - "La presenza oggi a Trieste del climatologo premio Nobel Filippo Giorgi è un importante passo avanti verso gli 'Stati Generali dello sviluppo sostenibile dell'alto Adriatico e del centro Europa' e, auspico, verso la firma del 'Memorandum di Trieste' nel settembre 2022. Solo attraverso un confronto con le Regioni e gli Stati limitrofi della Mitteleuropa potremo delineare una visione di sviluppo integrata su temi quali l'energia, il clima, la lotta all'inquinamento marino, la difesa della biodiversità e dell'ambiente in generale, considerato che l'inquinamento dell'aria, dell'acqua e le alterazioni degli ecosistemi, non conoscono confini". Lo ha detto l'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente Fabio Scoccimarro durante il suo intervento in apertura del convegno 'Cop26: da Glasgow al Friuli Venezia Giulia gli effetti del cambiamento climatico sul nostro mare', nel corso del quale sono intervenuti il climatologo Premio Nobel Filippo Giorgi dell'International centre for theoretical Physics (Ictp), Andrea Cicogna, dell'osservatorio meteorologico di Arpa FVG e la glaciologa Florence Colleoni e l'ecologo Cosimo Solidoro dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale-Ogs ed al quale ha partecipato, tra gli altri, anche il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza. Scoccimarro ha evidenziato come "la necessità di organizzare questo grande evento assieme ai nostri vicini è quanto mai attuale, anche alla luce delle difficili trattative di Glasgow e l'assenza di due dei principali emettitori di anidride carbonica al mondo come Russia e India ai tavoli scozzesi. L'asticella della tensione su un tema così delicato e complesso va mantenuta sempre alta per garantire il migliore risultato possibile per tutelare l'ambiente e la vita dell'uomo sul pianeta. La nostra specie infatti è presente su questa Terra e la difesa dell'ambiente non può prescindere dalla sua esistenza, anche se le abitudini possono e devono cambiare". Dopo aver confermato l'impegno della Regione per raggiungere gli obiettivi del Green deal europeo con almeno 5 anni di anticipo sul 2050, Scoccimarro ha quindi sottolineato la necessità di "coniugare la tutela dell'ambiente con quella della vita e delle attività umane: per esempio non operare sul Tagliamento vorrebbe dire mettere a rischio i quasi 15 mila abitanti di Latisana. Oggi l'attenzione si deve concentrare sullo sviluppo sostenibile: a Trieste abbiamo l'esempio della Ferriera di Servola e in regione aziende come Danieli o Plaxtech e molte altre realtà industriali e produttive che hanno trasformato il costo ambientale in valore aggiunto e guadagno. In questo contesto dobbiamo quindi ricordarci che anche il mare e la sua tutela sono per il Friuli Venezia Giulia un'importante fonte di vita e di sviluppo economico". Nel corso dell'evento, organizzato dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale-Ogs assieme ad Arpa Friuli Venezia Giulia con il supporto della Regione e moderato dal giornalista Roberto Vitale, il professor Giorgi ha tenuto una lectio magistralis nella quale ha sottolineato che "il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici a esso associati, ormai chiaramente riconducibili per la maggior parte a cause di origine antropica, sono in fase di accelerazione". Il climatologo ha evidenziato come dall'inizio del XX secolo il pianeta si sia riscaldato di più di un grado, e che negli scenari "business as usual", questo riscaldamento potrebbe raggiungere ulteriori 3-4 gradi entro il 2100, con conseguenze come l'aumento di eventi meteo catastrofici (alluvioni, siccità, incendi), lo scioglimento dei ghiacciai, l'aumento del livello del mare, e molti altri, che possono mettere a repentaglio lo sviluppo sostenibile della società. Giorgi ha quindi spiegato che "nei prossimi anni ci dobbiamo aspettare un aumento di eventi meteo climatici molto intensi, come il cosiddetto 'Medicane', un aumento del livello del mare che potrebbe raggiungere anche un metro negli scenari più estremi e lo scioglimento dei ghiacciai alpini. L'unica cosa da fare per cercare di ridurre il cambiamento climatico è diminuire le emissioni di gas serra tramite la transizione ecologica: efficienza energetica, sostituzione dell'uso di combustibili fossili con energie rinnovabili, incentivazione dell'economia circolare e a chilometro zero, riforestazione e diminuzione degli allevamenti intensivi. L'implementazione di queste politiche deve avvenire urgentemente e nella maniera più veloce possibile se si vuole sperare di ottenere l'obiettivo dell'accordo di Parigi". Il vincitore del Premio Nobel ha inoltre rimarcato che tutti gli individui devono impegnarsi per ridurre il cambiamento climatico riducendo gli sprechi ed essendo più responsabili nell'uso delle risorse. ARC/MA/pph


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