Martedì, 23 Luglio 2024
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Ambiente: Scoccimarro, su Tagliamento non ritireremo delibera

L'assessore è intervenuto in aula per ribadire posizione della Giunta su iter riguardante soluzione alle piene del fiume

Trieste, 19 giu - "Le opere ipotizzate lungo il Tagliamento garantiscono, ad oggi e nel futuro, la migliore e più sostenibile soluzione per mitigare il rischio di danni a persone e, allo stesso tempo, hanno un irrisorio impatto paesaggistico rapportato allo stato attuale. Troppe volte percepisco la mancanza del senso di urgenza nella definizione delle opere di mitigazione del rischio idraulico del Tagliamento; certe polemiche sono strumentali nella cieca prospettiva di accaparrarsi il voto delle prossime elezioni, piuttosto che avere il coraggio di guardare ad una visione più chiara ed evidente. Pertanto la delibera adottata dalla giunta nella quale delineiamo il percorso per la soluzione del problema lungo questo fiume non verrà ritirata".

Così si è espresso in aula l'assessore regionale per la Difesa dell'ambiente Fabio Scoccimarro intervenendo durante la discussione della mozione che aveva per oggetto l'avvio di un dibattito pubblico e un percorso partecipato per la prevenzione e la mitigazione del rischio idrogeologico lungo il corso del fiume Tagliamento.

Facendo un po' di cronistoria, l'esponente dell'esecutivo ha evidenziato come l'aggiornamento del Piano di Gestione Rischio Alluvioni (PGRA) e la pianificazione degli interventi sul fiume Tagliamento partono da un lavoro articolato iniziato dal 2018. "Sino a quel momento - ha detto Scoccimarro - coesistevano tre previsioni di Piani che inducevano in molti casi forme di incertezza. Questi piani sono stati superati non solo dalla volontà politica di voler mettere fine a quell'incertezza giuridica e tecnica, ma anche dalla necessità impellente di agire a seguito dell'intensificarsi dei fenomeni climatici estremi che mettono a serio rischio l'incolumità dei nostri cittadini".

Secondo l'assessore regionale l'approccio utilizzato è stato quello di ragionare su scala di bacino idrografico, e non sulla singolarità, "grazie anche ai modelli matematici approntati dall'Autorità di Bacino delle Alpi Orientali, per cercare di dare una soluzione complessiva al problema della gestione del rischio. Le problematicità e le conclusioni dalle analisi e delle valutazioni hanno un carattere tecnico-scientifico e non politico; il complesso delle opere schematizzate per le simulazioni modellistiche rappresentano, come scritto ai 38 Sindaci dei territori interessati dal corso del fiume in aprile, "un livello di pianificazione sovraordinato al quale dovranno seguire le fasi di programmazione e progettazione previsti dalla normativa sugli appalti."

"Da parte nostra - ha aggiunto Scoccimarro - non intendiamo quindi ritirare la delibera di Giunta 530 dell'11 aprile 2024 in cui si delinea il percorso che intendiamo intraprendere per porre soluzione al problema idraulico lungo il Tagliamento. Inoltre non può essere accolta la richiesta di indire un dibattito pubblico, in considerazione degli oltre cinque consessi pubblici in cui sono stati incontrati i Sindaci, delle commissioni e delle relative audizioni, sia perché la procedura di VIA sulle opere prevede la pubblicità del procedimento con l'istituto di inchiesta pubblica. E appena le gare avranno individuato i progettisti, come ho già detto ai primi cittadini, torneremo ad incontrarci, coinvolgendo anche gli altri portatori di interesse. Ciò che intendiamo ribadire con forza - ha rimarcato Scoccimarro - è che non abbiamo a che fare con una diga, bensì una traversa. Chi afferma il contrario lo fa in mala fede".

Dal punto di vista tecnico l'esponente dell'Esecutivo ha poi ricordato che il progetto di Piano di gestione del rischio alluvioni ha effettuato la verifica di assoggettabilità a Vas nel 2021, conclusasi con la dichiarazione di non necessità di assoggettare il Piano a VAS. "Le opere individuate per il Tagliamento hanno una specifica natura: sono puntuali e ad azionamento eventuale, ovvero non sono delle opere di trattenuta permanente quali un invaso. Il documento preliminare allegato alla delibera 530 ha la funzione di definire e circostanziare l'oggetto da progettare. Sulla base di questo documento inizieranno le fasi per addivenire alla progettazione: il progetto di fattibilità tecnico economica che analizzerà tutte le alternative possibili individuandone, con analisi SWAT, i costi ed i benefici, la procedura approvativa. Predisporre un rendering su un tale documento pare quindi fuorviante e pretestuoso. I rendering specifici sono oggetto di approfondito ragionamento da svilupparsi in sede di redazione del progetto di fattibilità tecnico ed economica, non certo di documento preliminare per la progettazione".

Infine sull'aspetto riguardante il dibattito pubblico più volte richiesto, "il DPCM 10-5-2018 n.76 indica quali progetti di fattibilità, ovvero documenti di fattibilità delle alternative progettuali delle opere, devono essere sottoposti a dibattito pubblico. L'allegato 1 al citato DPCM elenca le tipologie di opere e le soglie dimensionali soggette a dibattito pubblico e la traversa laminante di Dignano, non rientra tra questa fattispece". ARC/AL/pph



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