AMBIENTE: VITO, BUONA LA QUALITÀ DELL'ARIA A MONFALCONE

Trieste, 29 gen - "I risultati dello studio realizzato dall'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA) conferma che la qualità dell'aria nel Monfalconese è molto buona; non sono state riscontrate, infatti, criticità sui livelli dei macroinquinanti e dei metalli, né con la Centrale termoelettrica accesa, né spenta".

Lo ha detto l'assessore regionale all'Ambiente del Friuli Venezia Giulia Sara Vito nel corso del Tavolo di confronto permanente che si è tenuto oggi a Trieste, indetto per fornire un quadro aggiornato sulle più recenti indagini effettuate dall'ARPA nel territorio di Monfalcone.

"Questo - prosegue Vito - non distoglie l'attenzione dalle priorità individuate dall'Amministrazione regionale nel Piano Energetico Regionale (P.E.R.) per il superamento dell'utilizzo del carbone nella Centrale termoelettrica".

All'incontro hanno partecipato il sindaco di Monfalcone Silvia Altran, il presidente della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta e i rappresentanti dei Comitati di quartiere cittadini. L'incontro segue quelli che si sono tenuti a più riprese nel corso del 2015, in cui l'Amministrazione regionale aveva assunto precisi impegni in merito al completamento dello studio sulla qualità dell'aria nel Monfalconese, anche con riferimento al periodo di fermo impianto intervenuto nel corso del 2014.

Lo studio dell'ARPA - illustrato dal direttore dell'Agenzia Luca Marchesi - è stato realizzato utilizzando sia i dati rilevati nel 2014 dalle tre stazioni di monitoraggio a terra e da un mezzo mobile, sia quelli della campagna di misurazioni effettuata ad hoc  nel periodo aprile-luglio 2014, quando la Centrale termoelettrica A2A era spenta.

Nel Monfalconese non sono state riscontrate criticità sui livelli dei macroinquinanti (in particolare PM10 e NO2), in quanto i valori medi e il numero dei superamenti dei valori sono risultati significativamente inferiori a quelli rilevati in altre zone della regione, a conferma di quanto evidenziato negli anni precedenti. Ciò è da mettere in relazione, in via generale, anche con le condizioni di buona ventilazione naturale dell'area, oltre che con le peculiarità meteorologiche del 2014, anno molto perturbato.

Anche per gli idrocarburi policiclici aromatici (benzopirene) e per i metalli pesanti monitorati (arsenico, cadmio, nichel, piombo) non sono state riscontrate criticità, in quanto i valori rilevati erano di molto inferiori alle soglie previste dalla normativa per la tutela della salute umana. Ad analoghi risultati si è pervenuti confrontando i dati dei rilievi effettuati nei periodi con Centrale accesa o spenta, sebbene i dati siano stati in parte condizionati dalla variabilità meteorologica: nei due periodi di indagine non sono state infatti riscontrate differenze significative né per i macroinquinanti, né per i metalli.

Per quanto riguarda infine i cosiddetti metalli non normati - ovvero quelli per i quali la normativa non prevede limiti di legge (antimonio, cromo, ferro, manganese, rame, vanadio e zinco) - l'indagine ha messo in luce che i livelli sono in linea, se non inferiori, a quelli tipici dell'ambiente urbano secondo gli standard  definiti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Per il sindaco di Monfalcone Silvia Altran "i dati forniti dall'ARPA sono sicuramente confortanti per il territorio e attestano la costante attenzione rivolta dalle istituzioni pubbliche ai soggetti industriali insistenti sul territorio affinché rispettino le norme". Tuttavia secondo Altran, "il recente studio epidemiologico condotto dall'Università di Udine sull'incidenza dei tumori femminili nell'Isontino desta preoccupazione. Se quindi da una parte siamo soddisfatti della qualità dell'aria nel Monfalconese, dall'altra non abbassiamo la guardia e sosteniamo la richiesta che siano condotte tutte le analisi utili a capire eventuali altre situazioni di rischio".

Il presidente della Provincia di Gorizia Gherghetta si è dichiarato soddisfatto dei dati presentati, ma ha anche ribadito la "necessità di arrivare in tempi rapidi a individuare modelli di sviluppo compatibili con le conclusioni del recente accordo internazionale sui cambiamenti climatici di Parigi. Per Monfalcone ciò significa dare attuazione al P.E.R. e superare il carbone nella Centrale termoelettrica".

Il direttore dell'ARPA Marchesi ha sottolineato come "a seguito della recente riorganizzazione dell'Agenzia, le strutture di controllo dedicate al presidio del Monfalconese e più in generale dell'Isontino sono state ampiamente rafforzate. Ciò consente di intervenire tempestivamente sulle criticità ambientali con le migliori professionalità dell'Agenzia, in un'ottica di crescente e rafforzata collaborazione con gli Enti locali, i cittadini e le Forze dell'Ordine".

"La prima parte dello studio epidemiologico affidato dalla Regione all'Osservatorio Ambiente e Salute, finalizzato a comprendere le correlazioni tra le pressioni ambientali e l'incidenza dei tumori nel territorio Monfalconese, è ormai prossimo alla conclusione", ha ricordato l'assessore Vito in risposta alle sollecitazioni del sindaco Altran.

"I risultati saranno presentati a breve assieme all'assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca", ha precisato, aggiungendo che a breve partirà il biomonitoraggio dei metalli nelle urine. "Questi studi consentiranno finalmente di avere un quadro conoscitivo completo sullo stato dell'ambiente e sulle correlazioni con la salute dei cittadini".

ARC/PPD/Com



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