AMBIENTE: VITO, PAIR NON HA RIDOTTO AREE LATISANA A RISCHIO IDRAULICO

Trieste, 18 dic - "Complessivamente il Progetto di Piano per l'Assetto Idrogeologico dei Bacini di interesse regionale (PAIR) predisposto dalla Regione ha esteso di fatto, anziché ridurre, le aree del comune di Latisana ritenute a rischio idraulico". È quanto ha chiarito l'assessore regionale all'Ambiente del Friuli Venezia Giulia Sara Vito, per fugare alcuni dubbi su un tema che è stato ripreso dalla stampa regionale nelle scorse settimane, "in linea con un'attenzione massima alla prevenzione del rischio idrogeologico".

Gran parte del territorio comunale di Latisana ricade all'interno della competenza amministrativa dei Bacini regionali e, in minor parte, nella competenza del Bacino idrografico del fiume Tagliamento. "Mentre la classificazione vigente delle aree soggette al Piano assetto idrogeologico (PAI)  del Tagliamento non è stata minimamente variata, in quanto non è oggetto del Progetto di PAIR, nella stesura del PAIR stesso - ha fatto presente Vito - si è invece tenuto conto sia della presenza del Tagliamento che degli altri Corpi idrici regionali, inclusa la Laguna di Marano e Grado, che è di competenza della Regione".

Latisana risulta esposta al rischio di allagamento per molteplici fattori: il fiume Tagliamento, la laguna e i terreni di bonifica, in parte caratterizzati da insufficienza della capacità di scarico delle idrovore sia a causa dell'impermeabilizzazione dei suoli sia delle piogge, che sono sempre più concentrate nel tempo e nello spazio, con un aumento dei flussi meteorici.

La manutenzione dell'estesa rete di bonifica risulta critica, inoltre, a causa della sempre più ampia espansione delle aree edificate, in un'area caratterizzata, fino agli inizi del secolo scorso, da ampie zone paludose. Pertanto, una parte importante del territorio comunale di Latisana, in particolare le aree di bonifica servite da idrovore e ubicate sotto il livello del mare, è stata classificata nel PAIR con grado di pericolosità idraulica 2, in una scala da 1 a 3.

Per sciogliere ogni equivoco, Vito ha precisato che il declassamento del livello di pericolosità indicato dal PAIR - da P3, pericolosità massima, a P2 - riguarda solo alcune aree attigue al canale Bevazzana e ad Aprilia Marittima e non è legato a possibili fenomeni di esondazione del Tagliamento, bensì a possibili fenomeni di ingressione di acqua marina.

Dopo l'incontro tenutosi lo scorso 5 maggio nel Comune di Latisana, i tecnici regionali avevano infatti provveduto a effettuare ulteriori verifiche sulle quote arginali nelle aree limitrofe ad Aprilia Marittima e al canale Bevazzana, riscontrando valori poco superiori ai 2 metri sul livello del mare. Si tratta di un dato superiore al massimo livello di marea ritenuto possibile dalla letteratura scientifica (nel 1969 a Trieste il mare arrivò a 1,94 metri mentre a Venezia nel 1966 a 1,74 metri), cui è conseguita la decisione di uniformare le due aree in questione al livello di pericolosità delle aree circostanti.

Il grado di pericolosità idraulica P2 indica che la massima altezza che può raggiungere l'acqua in eventi a media probabilità, statisticamente ogni 100 anni, può essere anche di un metro. Va ricordato che il PAIR è redatto dal servizio Difesa del suolo e dal servizio Geologico della direzione centrale Ambiente della Regione, in relazione alla pericolosità del territorio regionale a causa di eventi meteorologici, episodi di acqua alta o di possibili frane.

Per quanto riguarda infine gli aspetti più squisitamente urbanistici, le norme del PAIR permettono di attuare gli interventi già previsti dai vigenti Piani Regolatori Generali Comunali (PRGC) antecedenti alla data di adozione del Piano stralcio per l'Assetto idrogeologico dei Bacini regionali.

Nelle aree pericolosità 2 (P2) però è previsto che i Comuni intenzionati ad attuare le proprie previsioni urbanistiche, già vigenti alla data di approvazione del PAIR, debbano far introdurre nei nuovi Progetti opportune misure di mitigazione che riducano la vulnerabilità dei beni e delle persone potenzialmente esposti, prevedendo ad esempio di non costruire vani interrati e seminterrati e di far eseguire opportuni rialzi dei piani di calpestio degli edifici.

"Questi aspetti - ha concluso Vito - sono stati ben evidenziati all'assessore comunale Cesare Canova nell'incontro al Comune di Latisana sul Progetto di PAIR il 5 maggio di quest'anno, nel quale sono intervenuti i tecnici regionali del servizio Difesa del suolo".

ARC/PPH/Com/RM



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