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AMBIENTE:VITO/PANONTIN, CONTINUA AGGIORNAMENTO PIANO RISCHIO ALLUVIONI

Udine, 04 dic - Gli assessori all'Ambiente Sara Vito e alla Protezione civile Paolo Panontin hanno comunicato oggi alla Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia lo stato di attuazione del Piano di gestione del rischio di alluvioni. Il Piano è previsto dalla Direttiva 2007/60/CE che ha l'obiettivo di istituire in Europa un quadro coordinato di valutazione e gestione dei rischi per ridurre le conseguenze negative per la salute umana, i possibili danni all'ambiente, al patrimonio culturale e alle attività economiche.

Il Piano è stato elaborato dalle due Autorità di Bacino del fiume Adige e dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave e Brenta-Bacchiglione, dalle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto e dalle Province autonome di Trento e Bolzano.

"La formazione del Piano è stata condotta con il più ampio coinvolgimento del pubblico e delle parti interessate, incoraggiandone la partecipazione attiva: a tal proposito per accompagnare le diverse fasi di elaborazione sono stati effettuati in Friuli Venezia Giulia - nelle sedi di Udine, Pordenone e Gorizia - una ventina di incontri pubblici di formazione e consultazione", ha spiegato Vito.

Avendo il distretto delle Alpi Orientali carattere internazionale, per il Piano si sono inoltre adottate specifiche procedure di consultazione transfrontaliera promosse dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, d'intesa con i Ministeri dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo, e degli Affari esteri.

"È stata un'ottima palestra di collaborazione tra tecnici italiani, regionali e sloveni - commenta l'assessore Vito - e ha dimostrato come in Europa il confronto su questioni concrete sia sempre occasione di crescita".

Nel 2014 le delegazioni italiana e slovena hanno constatato che gli obiettivi stabiliti per l'attuazione della Direttiva sono identici e hanno inoltre identificato le attività per garantire il coordinamento del Piano nei bacini condivisi. Sulla base degli esiti della valutazione preliminare del rischio sono state predisposte delle mappe della pericolosità, secondo tre scenari di bassa, media ed elevata probabilità, legati al tempo di ritorno dell'evento (30, 100 a 300 anni).

Per ognuno dei tre scenari e per ogni porzione delle aree potenzialmente allagabili appartenenti alla rete idrografica e all'apparato costiero (comprendente le Lagune di Venezia e di Marano e Grado) nel distretto sono stati indagati circa 5.600 chilometri di corpi idrici (5.380 chilometri di fiumi e 267 chilometri di coste), di cui circa 3.800 chilometri con modelli matematici di calcolo.

È stata determinata l'intensità dei fenomeni (espressa in termini di altezza, velocità e relativa combinazione) e il rischio totale inteso come combinazione pesata del rischio per le persone, le attività economiche, i beni ambientali e culturali.

Le mappe sono state portate a conoscenza del Dipartimento della Protezione civile e delle strutture regionali. "Le mappe - ha spiegato Panontin - rispondono già alle esigenze di implementazione del sistema di allertamento e presidio del territorio, in quanto sono in grado di fornire le informazioni necessarie circa l'estensione delle aree potenzialmente allagabili, i relativi livelli idrici e l'intensità dei fenomeni secondo i tre suddetti scenari temporali".

ARC/EP



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