ANNIVERSARIO TERREMOTO: SERRACCHIANI, PREVENZIONE OBIETTIVO DI TUTTI

Venzone (UD), 26 novembre - Ricordare, tramandare le buone prassi ma soprattutto fare prevenzione. È uno dei concetti espressi dalla presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani intervenuta nel Municipio di Venzone al convegno Coping, resilienza e innovazione ovvero come la conoscenza possa aiutare a superare, con gradualità, i traumi e le difficoltà della vita, la prima delle tre giornate di studio dedicate al ricordo del sisma del 1976, organizzate dall'AUSER (Associazione per l'AUtogestione dei SERvizi e la solidarietà) dell'Alto Friuli.

"Ricordare è importantissimo così come tramandare le buone prassi ma è fondamentale investire molto nella prevenzione" ha indicato Serracchiani sottolineando come uno degli elementi fondamentali del modello Friuli "è la capacità di mettere insieme emergenza e prevenzione; un modello che è proseguito anche dopo il sisma con significativi investimenti sulla prevenzione". Un obiettivo quest'ultimo che, secondo la presidente, deve essere di tutti. Serracchiani ha illustrato il senso degli eventi realizzati dalla Regione per le celebrazioni del terremoto del Friuli: "abbiamo voluto dare un significato nuovo e diverso alla commemorazione; un'occasione per trovare quel senso di comunità che è stata la forza di quel Modello Friuli che ha permesso a tutti di svolgere al meglio il proprio ruolo".

Ma il terremoto non è solo distruzione materiale è anche trauma psicologico: "alle persone dell'Umbria e dell'Alto Lazio è capitato, in modo simile, quello che è successo a noi nel 1976: una prima scossa che ha distrutto borghi bellissimi e una seconda scossa che ha fiaccato gli animi di quella popolazione lasciando nelle persone l'impressione che il dramma non abbia mai fine". "Credo che il Modello Friuli - ha aggiunto - sia stata la capacità culturale di accettare le sfide, di ritrovare il senso di comunità e di ricostruire lasciando qualcosa di migliore di quello che si era trovato. Questo è un Modello che dobbiamo esportare, non solo in Italia".

Presenti all'evento il sindaco di Venzone, anche presidente dell'associazione dei Comuni terremotati del Friuli Venezia Giulia, Fabio Di Bernardo, che ha sottolineato la necessità ancora oggi di analizzare ciò che è accaduto 40 anni fa proponendo prospettive nuove. "Questo ciclo di incontri - ha indicato - vuole metter al centro dell'attenzione l'uomo perché il terremoto non è solo distruzione materiale ma anche psicologica, annullamento di certezze e destabilizzazione interiore". Il primo cittadino di Gemona del Friuli, Paolo Urbani, ha invece evidenziando la necessità di compiere passi avanti partendo dal modello di buone pratiche nato qui 40 anni fa ricordando l'importanza della prevenzione e della sicurezza facendo rete.

"L'obbiettivo finale del ciclo di incontri - ha chiarito Bruno Seravalli, presidente dell'AUSER Alto Friuli - sarà quello di consegnare alle istituzioni regionali un documento che guardi anche alla ricostruzione sul piano psicologico e morale. Porre il singolo individuo al centro dell'attenzione è la chiave di volta affinché non solo gli edifici ma anche il tessuto sociale di una comunità vengano ricostruiti con successo: un Modello di rinascita che si basa sulla conoscenza quale strumento per prevenire, affrontare e superare i problemi della vita". Hanno portato il saluto al convegno anche il delegato del rettore dell'Università degli Studi di Udine, Stefano Grimaz, il presidente nazionale dell'AUSER Vincenzo Costa e quello regionale Gian Franco Pizzolitto.

ARC/LP/EP



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