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Martedì, 9 Agosto 2022
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Att. produttive: Bini, improrogabili scelte strategiche per l'energia



Udine, 11 feb - "È il momento di operare scelte strategiche nel settore dell'energia per evitare che situazioni di crisi come quella che stiamo attraversando a causa dell'improvviso lievitare dei costi si ripetano periodicamente".

Lo ha evidenziato l'assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, intervenendo durante la riunione della Seconda commissione del Consiglio regionale a un'audizione sui temi delle problematiche causate al tessuto economico-produttivo dall'aumento del prezzo del gas, che trascina l'incremento anche delle altre fonti energetiche.

"Stiamo vivendo una tempesta energetica devastante - ha detto Bini - con comunicati che ogni giorno ci fanno comprendere meglio l'entità della situazione causata dal valore dell'energia schizzato alle stelle e tale da impattare fortemente sulle famiglie e sulle imprese maggiormente 'energivore', ovvero le industrie dell'acciaio, della plastica, le cartiere, con riflessi negativi possibili anche sotto il profilo occupazionale".

"L'Italia - ha aggiunto l'assessore - è al secondo posto in Ue nel settore manifatturiero e al settimo nel mondo, ma purtroppo viviamo in un Paese che per trent'anni ha detto no a qualsiasi scelta che portasse perlomeno a una autonoma sufficienza energetica: oggi il gas utilizzato da noi è importato per il 95 per cento e per il 40 per cento proviene dalla Russia".

"Peraltro - ha detto ancora Bini - le fonti energetiche rinnovabili non saranno mai sufficienti per risolvere le esigenze energetiche del Paese, mentre nell'Adriatico disponiamo di giacimenti di gas e di petrolio inutilizzati; questo, mentre nel frattempo in Paesi non lontani, come la Croazia e la Grecia, si trivella tutt'ora il sottosuolo per utilizzare tali fonti".

Anche il nucleare, ormai giunto alla terza generazione e in prospettiva tecnologicamente si parla già di quarta generazione, secondo l'assessore deve essere preso in considerazione e non ritenuto più un 'tabù', specialmente se si tiene conto del fatto che vi sono centrali nucleari attive a poca distanza dall'Italia e dal Friuli Venezia Giulia.

Bini ha poi ricordato che il Governo metterà a disposizione risorse importanti per fare fronte all'incremento dei costi dell'energia, che però saranno di gran lunga insufficienti rispetto alla reale portata della crisi energetica.

"Occorrono dunque - ha concluso - scelte responsabili e adeguate per consentire al Paese, di conseguenza anche all'economia della nostra Regione, di guardare al futuro con maggiore serenità". ARC/CM/ma



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