AUT. LOCALI: PANONTIN, ELEZIONI A RONCHI E MONFALCONE ENTRO 31/12

Trieste, 14 luglio - "Per individuare la data delle elezioni terremo conto delle indicazioni pervenute dai sindaci. Tuttavia la scelta non potrà avvenire in modo discrezionale ma dovrà rientrare nei parametri fissati dalla legge, che non permette deroghe se non in situazioni ben circoscritte".

Risponde così l'assessore alle Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia Paolo Panontin alle richieste avanzate dai primi cittadini di Ronchi dei Legionari e di Monfalcone in merito al possibile rinvio delle elezioni comunali alla primavera del 2017. Attualmente entrambe le Amministrazioni sono già scadute, ma la proroga era stata concessa per consentire lo svolgimento del referendum  sulla loro possibile fusione.

La legge in materia di elezioni ha reintrodotto, lo scorso anno, la finestra autunnale compresa tra il 1° ottobre e il 15 dicembre per procedere all'indizione dei comizi elettorali al fine di procedere poi al rinnovo dell'Amministrazione comunale già scaduta. Secondo i due sindaci però, in quella fascia temporale rischierebbero di sovrapporsi la campagna referendaria sulla Riforma della Costituzione e quella per le elezioni amministrative.

"Allo stato attuale - ha spiegato Panontin in un nota inviata ai due primi cittadini - la contestualità delle due consultazioni è solo eventuale, visto che la data del referendum  non è stata ancora fissata. In ogni caso, anche dopo la definizione del giorno per esprimere il parere sul quesito costituzionale, rimane comunque un ampio arco temporale per le elezioni comunali nella finestra straordinaria autunnale. Pertanto i comizi potranno essere convocati in una delle domeniche tra il 1° ottobre e il 15 dicembre, e quindi lontani dalla data del referendum ".

Stando a quanto previsto dall'articolo 5 bis della legge regionale 19 del 2013, Panontin ha spiegato ancora che "la richiesta di rinviare le elezioni comunali alla primavera del 2017 non è possibile. La proroga richiederebbe infatti una modifica della norma, non essendo consentito alla pubblica autorità di intervenire sulla durata del mandato con semplice atto amministrativo, indipendentemente da una espressa previsione di legge".

A suffragare inoltre la necessità di richiamare i cittadini dei due Comuni alle urne entro dicembre sarebbe poi anche il criterio con il quale l'anno scorso la Regione ha reintrodotto l'articolo 5 bis. "Se non provvedessimo in questo modo - ha osservato ancora Panontin - introdurremmo una proroga di un anno degli organi comunali già scaduti; in sostanza si entrerebbe in contraddizione con i motivi che hanno portato nel 2015 al reinserimento del turno autunnale straordinario. Il motivo che ci ha spinto a fare ciò è stato quello di rispettare il più possibile la durata quinquennale dei mandati, limitando la proroga degli organi al periodo strettamente necessario".

ARC/AL/RM



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