Autonomie locali: ok Cal a programma stralcio immigrazione 2017

Udine, 21 giugno - Il Consiglio delle autonomie locali (Cal), riunitosi oggi, a Udine, ha espresso parere favorevole alle delibere della Giunta regionale sul programma stralcio immigrazione 2017 e a quella avente ad oggetto “L.R. 18/2015, art. 20, comma 12. Pareggio di bilancio Enti locali del Friuli Venezia Giulia – anno 2016. Sistema premiale e sanzionatorio per l’utilizzo di spazi finanziari regionali. Integrazione DGR 2445/2016. Approvazione preliminare” che prevede l'integrazione, fra le esimenti, di un'ulteriore situazione eccezionale per la quale non debba essere applicata all'amministrazione comunale la penalità nel mancato utilizzo degli spazi finanziari.

A spiegare quest'ultimo punto, che ha ottenuto l'unanimità, è intervenuto l'assessore regionale alle Autonomie locali, Paolo Panontin. "La prolungata assenza del responsabile del servizio tecnico degli enti locali senza possibilità di sostituirlo - ha evidenziato - viene aggiunta alle giustificazioni per le quali non è prevista la penalità al Comune, quando il fatto è oggettivo e non imputabile all'amministrazione".

La proposta di legge in materia di elezioni comunali che intende apportare modifiche e integrazioni alla legge regionale 19/2013 (disciplina delle elezioni comunali e modifiche alla legge regionale 28/2007 in materia di elezioni regionali) non ha invece ottenuto la maggioranza dei presenti al Cal.

Con i sei voti favorevoli (Uti Collinare, Collio Alto Isonzo, Friuli Cenrale, Natisone, Riviera Bassa Friulana e Sile e Meduna), i tre contrari (Uti Agroaquileiese, Tagliamento e Valli e Dolomiti Friulane) e i quattro astenuti (Uti Carnia, Giuliana, Medio Friuli e Noncello), il meccanismo del Cal, che prevede infatti la maggioranza dei presenti, non ha consentito di raggiungere il parere positivo.

Ad illustrare la proposta è stato il primo firmatario, il consigliere regionale e capogruppo di Alternativa Popolare Alessandro Colautti. "Si rende necessaria - ha detto - poiché le modifiche in materia di elezioni regionali non possono scindersi da analoghe modifiche alla disciplina delle elezioni previste per i sindaci della nostra regione. Servono regole - ha aggiunto Colautti - che vadano bene per tutti e c'è uno sforzo in atto da qui all'aula per non creare disparità di trattamento". Da qui la necessità, secondo Colautti, di equiparare i mandati di consiglieri regionali e sindaci.

In sintesi si tratta di tre articoli che modificano e integrano la legge regionale 19/2013 in linea con quanto previsto in materia di limite di mandati e di ineleggibilità riferiti ai consiglieri regionali. Le modifiche riguardano l'introduzione del limite di tre mandati (ora sono due) per i sindaci e per gli assessori comunali, mentre salgono a quattro quelli dei consiglieri comunali. Non vi sono limiti invece di mandati per i sindaci, gli assessori e i consiglieri dei Comuni con popolazione non superiore a 3000 abitanti.

Approvata con un unico voto contrario anche la delibera regionale sul programma stralcio immigrazione 2017.

Panontin ha informato del comma proposto dall'assessore regionale alla Solidarietà, Gianni Torrenti, inserito nel decreto legge approvato dal consiglio dei Ministri il 15 giugno scorso in tema di "Disposizioni urgenti per la crescita economica nel mezzogiorno" che prevede ulteriori risorse per i Comuni, negli anni 2018 e 2019, che anche in forma associata instaurano rapporti di lavoro flessibile finalizzati a garantire i servizi e le attività funzionali all'accoglienza e all'integrazione dei migranti.

Sul programma stralcio 2017 è stata esplicitata la necessità di procedere in via straordinaria per poter garantire la continuità dei servizi finanziati nel corso del 2016 e in fase di conclusione. Le azioni 2017 che interessano il programma, come è stato illustrato, riguardano i servizi per l'inserimento abitativo oltre alle azioni micro e macro.

Le azioni micro sono volte a sostenere la continuità dei progetti locali di accoglienza diffusa (piccoli comuni), le seconde per definire congiuntamente fra Regione e i Comuni di Trieste, Gorizia, Pordenone e Udine gli interventi più adeguati alle condizioni straordinarie in cui si trovano questi territori maggiormente in sofferenza per l'eccesso di presenze nei Centri di accoglienza straordinaria. ARC/LP/fc



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