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Lunedì, 24 Giugno 2024
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AUTONOMIE LOCALI: OK DEL CAL A TEMI AMBIENTE E A PROGRAMMA FUSIONI

Udine, 17 maggio - Il Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) ha espresso parere positivo, con nove voti favorevoli, due astenuti e uno contrario al Progetto di criteri localizzativi regionali degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti, approvato in via preliminare dalla Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia lo scorso 28 aprile.

Il documento, che rientra nel Piano regionale di gestione rifiuti, è stato illustrato dall'assessore regionale all'Ambiente e all'Energia Sara Vito, la quale ha evidenziato come non si individuano zone idonee o meno per localizzare gli impianti ma si definiscono le caratteristiche che queste aree devono avere. Il documento risulta essere trasversale a tutti gli altri atti di pianificazione in fase di predisposizione e, come tale, propedeutico agli stessi.

Con la definizione dei Criteri, l'Amministrazione regionale intende offrire soluzioni sostenibili per ottenere il raggiungimento dei valori e degli obiettivi indicati dalle norme statali. Pur non entrando nel merito della realizzazione o meno di impianti di trattamento dei rifiuti sul territorio regionale, il documento risulta un utile riferimento anche per i progettisti degli impianti, che possono disporre di un compendio aggiornato delle norme di salvaguardia da rispettare in fase di progettazione.

I Criteri previsti subordinano la localizzazione degli impianti di trattamento dei rifiuti da parte di soggetti pubblici o privati a vincoli e limitazioni di natura fisica, tecnica, ambientale, sociale ed economica che concorrono ad assicurare un impatto ambientale sostenibile, oltre a indicare idonee misure di compensazione e a rispettare le fasce di rispetto imposte dalla normativa.

Intesa del CAL anche sul disegno di legge (ddl) su Disciplina organica delle attività estrattive. Approvazione preliminare con 10 voti favorevoli e due astenuti. Il ddl, precedentemente già illustrato in IV Commissione del CAL, rappresenta un intervento normativo strutturale della materia inerente le attività estrattive delle sostanze minerali di seconda categoria che interessano, in particolare, i materiali destinati alle costruzioni edilizie, stradali e idrauliche.

La stesura del ddl, come ha spiegato Vito, attua il superamento e l'aggiornamento di una copiosa stratificazione di disposizioni legislative regionali. L'esigenza di aggiornare in un testo normativo moderno e organico la disciplina delle attività estrattive nasce, dunque, dall'esperienza acquisita dall'Amministrazione regionale negli anni di gestione del settore, che ha posto in luce talune criticità derivanti dalla difficile conciliabilità delle istanze manifestate dal settore imprenditoriale, con una nuova concezione di governo del territorio permeata da una sempre più consapevole sensibilità ambientale. Ora il provvedimento sarà vagliato dal Consiglio regionale.

Il CAL ha espresso parere positivo con otto favorevoli e quattro astenuti anche sulla deliberazione della Giunta regionale sulla legge regionale 26/2014, articolo 8 Programma delle fusioni di Comuni - anno 2015. Approvazione preliminare. L'assessore regionale alle Autonomie locali Paolo Panontin ha indicato le modifiche rispetto alla delibera approvata in via preliminare a dicembre evidenziando l'aggiornamento delle tabelle contenenti le ipotesi di fusione relativamente agli ambiti territoriali Carnia, Alto Friuli, Torre, Collinare e Medio Friuli per effetto dei progetti di fusione avviati nel 2016 ovvero Codroipo e Camino al Tagliamento, Gemona e Montenars, Flaibano, Mereto di Tomba e Sedegliano.

In ogni tabella sono state aggiunte le scadenze degli organi. Nella parte terza del documento è stato infine tolto il Comune di Enemonzo nei progetti di fusione dei Comuni di Lauco, Raveo e Villa Santina, in quanto, lo stesso Ente ha espresso parere contrario al progetto.

All'interno del programma è stato inserito, inoltre, un passaggio mutuato dall'esperienza attuata in provincia di Trento ovvero la decorrenza dei termini posticipata ad annualità successive per agevolare il percorso di fusione. Nei processi di fusione conclusi fino a oggi, infatti, il primo gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della legge provvedimento è il termine fissato per l'avvio del nuovo Comune ma in presenza di una espressa manifestazione di volontà da parte dei Consigli comunali interessati, come ha illustrato Panontin, la decorrenza della fusione può anche essere posticipata alle annualità successive.

Rinviati gli altri punti all'ordine del giorno e riguardanti la nomina di un componente del Comitato tecnico per gli adempimenti connessi alle procedure di riequilibrio finanziario pluriennale previsto dall'articolo 32 della legge regionale 18/2015, la designazione di tre rappresentanti degli Enti locali per i tre Tavoli di partenariato POR FESR 2014-2020, azione 2.2, aree territoriali colpite da crisi diffusa e di tre rappresentanti sempre degli Enti locali nella Consulta regionale per l'integrazione delle persone straniere immigrate.

ARC/LP/ppd
 



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