BANDA ULTRA LARGA: BOLZONELLO, "VA PRESA DI PETTO, RISPOSTE NEL 2016"

Pordenone, 22 ott - "Sul divario digitale abbiamo preso di petto la partita e la stiamo giocando fino in fondo: dopo il completamento della banda larga entro gennaio, a metà 2016 contiamo di avere risposte significative sulla banda ultra larga". Lo ha detto il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia Sergio Bolzonello che ha partecipato oggi insieme all'assessore regionale alle Autonomie locali e al Coordinamento delle Riforme Paolo Panontin al convegno Banda ultra larga. Come superiamo il divario digitale in Friuli Venezia Giulia, promosso nell'Auditorium della Regione di Pordenone da Talent Garden quale evento di apertura della manifestazione DigitalMeet.

Proprio per ciò che riguarda la banda ultra larga (capacità trasmissive oltre i 30 megabyte al secondo), "abbiamo bisogno di fare una serie di investimenti importanti", ha evidenziato Bolzonello, per sostenere "un sistema di imprese che in Friuli Venezia Giulia è altamente innovativo e competitivo e vanta un sistema di saperi più importante di altri territori d'Italia, anche rispetto al Nord".

Nel corso del convegno è stato stimato che la copertura di tutto il Friuli Venezia Giulia con la banda ultra larga, che attualmente serve il 23-24 per cento della regione, avrebbe un costo teorico di 280 milioni di euro. Non sono mancati accenti critici nella relazione di Bolzonello, secondo il quale "la Pubblica Amministrazione continua a non essere compatibile con i tempi dell'impresa. Se è evidente che oggi la distanza tra pubblico e privato è enorme, - ha aggiunto il vicepresidente - stiamo facendo ora degli sforzi grandissimi, anche sul Digitale, ma occorre ragionare in chiave di sistema complessivo e non per parti e controparti perché le cose funzionino".

Riguardo al progetto ERMES, sviluppato da Insiel per conto della Regione e destinato a portare la copertura della banda larga su tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia, "avevamo subito avvertito la necessità di accelerare - ha rilevato Panontin -, perché 11 anni, visto che progetto risale al 2005, sono tanti".

Il problema del divario digitale non riguarda però le sole infrastrutture. "Le autostrade - così l'assessore - non bastano, servono la patente e la macchina". A tale proposito Panontin ha reso noto di essere reduce da un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) in cui è stata ribadita la volontà di intensificare gli sforzi per colmare il divario digitale che vede l'Italia in sensibile ritardo.

Un ruolo di prima linea tocca al Friuli Venezia Giulia, cui è affidato, in seno alla Conferenza delle Regioni al Friuli Venezia Giulia, il ruolo di coordinatore della Commissione speciale sull'Agenda Digitale. "È una sfida che ci accredita per un ruolo che rivestiamo - ha rimarcato Panontin -, ma che ci pone anche l'obbligo di essere all'altezza, se non più avanti, rispetto agli altri".

Secondo l'assessore, la strategia vincente è realizzare una diversificazione delle competenze specifiche tra le Regioni, mediante il rafforzamento in particolare della collaborazione con Trentino, Emilia-Romagna e Piemonte, "in modo da poter mettere poi a fattor comune le migliori pratiche dell'Agenda Digitale, per esempio sui data center e i desaster recovery" (il ripristino dei sistemi informatici dopo calamità). Un metodo operativo che, secondo l'assessore al Coordinamento delle Riforme, "permette di incrementare il potenziale operativo delle Regioni e di ridurre i costi".

Al convegno di oggi a Pordenone hanno preso parte anche Giorgio Nicolosi, direttore generale di Infracom, e David Licursi, della Divisione Telecomunicazioni Sviluppo Progetti e Demand di Insiel. L'incontro all'Auditorium della Regione ha aperto la terza edizione del DigitalMeet che si articolerà fino al 25 ottobre tra Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino in 70 eventi supportati da 150 speaker.

ARC/PPH



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