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Bioeconomia: Regione Fvg al lavoro per nuovo polo tecnico professionale

Zannier, importante è l'approccio trasversale su un tema complesso e cruciale

Udine, 18 ott - "La Regione sta lavorando alla costituzione di un polo tecnico professionale sulla bioeconomia per garantire il raccordo tra le filiere produttive e formative e la crescita di capitale umano in un settore strategico per il futuro in cui si registra un sempre maggiore livello di investimenti nazionali ed europei".

Lo ha reso noto l'assessore alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche del Friuli Vendiz Giuila, Stefano Zannier, nel corso del workshop "Bioeconomia, questa sconosciuta. Tra agricoltura e green-economy: quali le reali prospettive in Fvg" a cui è intervenuto oggi

Un tema centrale, quello approfondito nel convegno che si è tenuto oggi nella sede della Regione a Udine, organizzato da Cefap nell'ambito di corsi di formazione legati al tema dell'innovazione finanziati dal Fondo sociale europeo, visto che la bioeconomia europea garantisce circa 2.300 miliardi di euro annui e più di 18 milioni di posti di lavoro (circa il 10% dell'occupazione e del fatturato) e che quella italiana conta quasi due milioni di posti e circa 330 miliardi di fatturato annuo: di questi 52 sono relativi alla produzione agricola, con 800 mila occupati, e 140 alla produzione industriale alimentare, con quasi 400 mila occupati. L'Italia è la terza Nazione del settore in Europa, dopo Germania e Francia, e la seconda come presenza nei progetti europei su Bioeconomy-Food e Blue Growth.

Dagli interventi del convegno, a cui hanno contribuito relatori dell'Università di Trieste e Udine e del cluster Agrifood Fvg, è emerso come una ricerca di soluzioni per valorizzare la biodiversità e la capacità di mitigazione e adattamento ai cambiamenti globali nelle filiere della produzione primaria (agricoltura, foreste, pesca) e della foresta-legno, utilizzando bio-risorse rinnovabili per produrre cibo, materiali ed energia sia un obiettivo che richiede un approccio traversale.

"Si tratta di una materia estremamente articolata e intersettoriale, che riguarda enti e soggetti diversi ed è molto difficile da comunicare - ha osservato Zannier - ma che deve invece raggiugere il livello di una vera e propria cultura generale di sistema: per questo occorre mostrare ricadute, risparmi, esempi concreti. La Regione ha raccolto per parte sua la sfida, creando tavoli di lavoro intersettoriali, promuovendo formazione e interazione tra soggetti: serve ancora più movimento dal basso e sul territorio in grado di coinvolgere più categorie e occorre aggiornare continuamente il data base delle realtà già al lavoro su questo tema. Il mio ringraziamento va quindi a tutti coloro che sono impegnati a creare un nuovo modo di approccio all'attività sistemica".

Al focus, rivolto ai dipendenti della Regione e a professionisti agronomi e forestali, tecnologi alimentari, chimici, fisici, e periti agrari, sono intervenuti, tra gli altri, Luigi Capuzzi, direttore della Ricerca e Sviluppo di Novamont spa di Novara, i docenti Lucia Gardossi (UniTs e coordinatrice Cts Cluster Spring) e Alessandro Peressotti (UniUd e delegato Ricerca Di4A), oltre al presidente del Parco Agroalimentare Fvg, Claudio Filipuzzi. ARC/EP/fc
 



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