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CARTA UDINE: PER FIRMATARI INTESA È GARANZIA DELLA SPECIALITÀ

Udine, 7 ottobre - L'intesa è uno strumento che dà garanzia alle Autonomie speciali. Lo hanno affermato in modo unanime l'assessore agli Affari generali della Regione Sardegna Gianmario Demuro, il presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi nonché il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Arno Kompatscher, intervenendo oggi a Udine al convegno dedicato alla Riforma della Costituzione e Autonomie speciali.

Come ricordato da Demuro, la Costituzione si fonda anche sulla diversità "aspetto riconosciuto anche dalla riforma che garantisce le Regioni a Statuto speciale attraverso l'intesa". L'assessore sardo ha quindi sottolineato come quest'ultima sia già stata sperimentata in modo positivo nel tempo, ad esempio in campo finanziario "ma che nel caso di questa riforma costituzionale è stata rimodulata per le Autonomie speciali. Questo significa - ha detto Demuro - che si è deciso di voler investire in questo campo".

L'assessore regionale della Sardegna ha ribadito il valore dell'intesa "che deve essere quindi vista come strumento di garanzia per il rilancio della specialità; quest'ultima non deve essere considerata come un fortino all'interno del quale rinchiudersi perché a sua tutela vige l'ascolto e la condivisione che ci deve essere tra lo Stato e la Regione come previsto dalla Costituzione stessa".

Per il presidente della Provincia di Trento, il tema va affrontato sgombrando il campo dalla paura che porta con se il cambiamento. "In Germania - ha ricordato Rossi - questo processo è stato attuato già una cinquantina di volte e ciò non ha mai messo in discussione la democrazia ma, anzi, ha saputo interpretare i cambiamenti avvenuti nella società". Per quanto motivo, Rossi ha esortato i colleghi presenti al tavolo ad affrontare la sfida con una visione apartitica "poiché quando c'è in gioco la specialità non ci deve essere la politica ad interferire".

Altro aspetto su cui si è soffermato il presidente della Provincia di Trento è quello legato al fatto se la riforma dia maggiori o minori possibilità di manovra alle Autonomie speciali. "Senza dubbio - ha detto - l'ambito operativo è sicuramente maggiore. Il nostro compito deve essere quello di metterci contenuti innovativi ma che, al contempo, ci tutelino".

Rossi si è poi soffermato sugli aspetti positivi della riforma "perché semplifica i procedimenti legislativi". Infine, ha ricordato quali devono essere le parole d'ordine da tenere in considerazione ovvero "nessun arretramento sulle conquiste ottenute sino ad oggi poiché i nuovi statuti e le intese devono rispettare le singolarità delle Autonomie speciali. Ma, al contempo, nessun arroccamento, poiché sarebbe un gravissimo errore. Il percorso in 70 anni dimostra come autonomie sono state utili al territorio e laboratorio per il Paese".

Compiendo un excursus storico sulla provincia di Bolzano, il presidente Arno Kompatscher ha ricordato come gli accordi di diritto internazionale tra Austria e Italia già garantiscono a questo territorio l'autonomia "e che ora si rinforzerà perché presente in modo esplicito anche in una norma della Costituzione italiana".

Quindi ha evidenziato come siano cambiate le condizioni rispetto al 2001, quando la riforma federalista si trovò di fronte all'impasse a seguito della mancanza dell'intesa nella riforma degli Statuti, cosa che invece ora è prevista e che quindi tutela i cambiamenti nelle Autonomie speciali.

Infine Kompatscher, evidenziando i cambiamenti avvenuti sia nella società e in ambito giuridico, ha esortato a "sfruttare queste opportunità affrontando le sfide che ci aspettano attraverso la revisione degli statuti con la garanzia dell'intesa".

ARC/AL/fc

 



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