Giovedì, 29 Luglio 2021
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Cibo: esperti a confronto su sovranità alimentare e saperi locali

Trieste, 10 maggio - La sovranità alimentare e la salvaguardia dei saperi tradizionali in tema di cibo e valorizzazione dei territori sono la nuova frontiera dello sviluppo sostenibile. Un tema di stretta attualità che si è imposto nell'agenda europea e che, nell'anno del Cibo italiano, ha portato in Friuli Venezia Giulia alcuni dei massimi esperti internazionali per discutere degli aspetti giuridici, agricoli e culturali della sostenibilità in ambito alimentare.

Tra oggi e domani, nel palazzo della Regione a Trieste, si svolge infatti il convegno internazionale "Cibo, tra sostenibilità alimentare e salvaguardia dei saperi tradizionali", evento organizzato dal dipartimento di Scienze politiche e sociali dell'Università degli studi di Trieste ed inserito nell'ambito del modulo "Jean Monnet Environmental Sustainability in Europe: a socio-legal perspective" co-finanziato dall'Unione europea e nel progetto di ricerca "Patrimonio culturale immateriale e welfare culturale: il ruolo delle comunità patrimoniali", finanziato dallo stesso ateneo giuliano.

Affermatosi dapprima come esigenza etica a seguito delle grandi catastrofi ambientali degli anni '80 a Bhopal (1984) e Chernobyl (1986), il principio dello sviluppo sostenibile è entrato a far parte degli strumenti giuridici comunitari con l'Atto unico europeo del 1987 che per la prima volta ha inserito la tutela dell'ambiente nel Trattato. Da allora, in continua dialettica con la dimensione internazionale, il principio ha assunto nuove sfaccettature fino ad abbracciare il tema della sovranità alimentare, rivendicato già nell'America latina degli anni '90 da comunità di coltivatori locali che per primi avvertirono l'esigenza di riportare ai territori il governo dei processi di produzione del cibo.

Ma come possono i consumatori di oggi incidere sulla qualità dell'alimentazione e sulla valorizzazione delle tradizioni locali? Lo ha spiegato il professor Angelo Rinella, dell'Università Lumsa di Roma, secondo cui "per restituire al popolo la produzione del cibo, oggi che il 'global food system' è ricondotto a sole dieci grandi multinazionali, i consumatori devono prestare attenzione alle voci dei coltivatori locali, a chi fa agricoltura, pesca e allevamento sui propri territori e vuole incidere negli orientamenti dei consumi". Secondo Rinella "solo dando valore alle modalità di produzione, preparazione e distribuzione del cibo la sovranità alimentare potrà affermarsi, con tutta la gradualità che questo processo richiede".

In apertura di convegno è intervenuto - con un messaggio videoregistrato - anche Paolo De Castro, membro della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, che ha sottolineato l'impegno dell'Unione europea nella difesa, attraverso azioni diplomatiche e accordi commerciali internazionali, del sistema delle denominazioni di origine, un patrimonio di migliaia di prodotti in tutta Europa. È a questo sistema che si deve la tutela dello stretto legame tra prodotto e territorio locale, a cui si aggiunge l'impegno economico sulle politiche agricole europee, che oggi rappresentano circa il 37% delle risorse finanziarie dell'intero bilancio dell'Unione.

Il convegno proseguirà domani mattina in una sessione interamente dedicata alla salvaguardia dei saperi tradizionali e alla valorizzazione dei territori. ARC/SSA/ep
 



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