Domenica, 25 Luglio 2021
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CINGHIALI: PANONTIN, PRELIEVO IN DEROGA SUL COLLIO GRANDE RISULTATO

Gorizia, 13 luglio - L'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha autorizzato il prelievo di altri 100 cinghiali nell'area del Collio Goriziano per il triennio 2016-2019. Come è stato spiegato durante la conferenza stampa, oggi a Gorizia, dall'assessore regionale alla Caccia del Friuli Venezia Giulia Paolo Panontin e dalla vicepresidente della Provincia di Gorizia Mara Cernic, la deroga era stata chiesta a seguito dei numerosi problemi segnalati dai cittadini, in particolare dai viticoltori.

"Con il passaggio delle competenze la Regione eredita dalla Provincia di Gorizia un risultato importante che, spero, possa diventare un progetto pilota da estendere su tutto il territorio regionale, in particolare nelle zone dove la proliferazione della specie cinghiale è un fenomeno preoccupante", ha commentato Panontin.

In questo contesto il recente trasferimento della Polizia locale provinciale nel Corpo Forestale Regionale (CFR) assume un'importanza strategica. "Mentre prima le guardie venatorie potevano operare solo all'interno della propria provincia - ha spiegato l'assessore - ora, grazie al nuovo sistema venatorio regionale che prevede un unico contesto organizzativo, tutte le guardie venatorie della Regione possono essere utilizzate sull'intero territorio regionale. A Gorizia e Trieste, dove il problema dei cinghiali è particolarmente sentito, il vantaggio che ne deriva è importante, in quanto fino ad ora il nucleo operativo delle due Provincie era molto ridotto".

Per Gorizia, è stato illustrato, le unità utilizzabili passano da sei a un numero potenziale di 60. E saranno proprio gli agenti del CFR gli unici soggetti abilitati al prelievo in deroga del mammifero, la cui crescita numerica nella zona del Collio assume una media annua del 14 per cento. Come ha spiegato Mara Cernic, i danni ai vitigni sono ingenti, tuttavia il problema è anche la sempre più frequente presenza dei cinghiali a ridosso delle aree urbane, come ad esempio il Parco cittadino di Piuma.

L'auspicio, hanno concordato Cernic e Panontin, è un cambio di rotta che possa permettere all'Amministrazione regionale di non ricorrere continuamente allo strumento del risarcimento danni, ma agire soprattutto con azioni mirate alla prevenzione.

ARC/PV/RM



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