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Sabato, 22 Giugno 2024
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COMPARTO UNICO: PROPOSTA DELEGAZIONE TRATTANTE A TAVOLO CONTRATTUALE

Trieste, 11 maggio - Nella riunione odierna di apertura del Tavolo contrattuale per il rinnovo del Comparto unico del pubblico impiego regionale e locale, la delegazione trattante ha formulato una prima proposta avente a oggetto gli incrementi contrattuali riferiti al triennio 2016-2018 nei termini che seguono: incremento annuale dello 0,4 per cento per arrivare a regime a un incremento complessivo dell'1,2 per cento, il triplo di quanto previsto per gli altri dipendenti pubblici a livello nazionale.

Tale proposta si discosta infatti dagli incrementi che a livello nazionale sono stati inseriti nell'ambito della legge di Stabilità per le Amministrazioni statali, pari allo 0,4 per cento complessivo per il medesimo triennio, e ciò nella considerazione che comunque la specialità della Regione Friuli Venezia Giulia consenta un limitato margine di manovra, proprio alla luce dell'esistenza di un Comparto autonomo.

Ciò tuttavia, fa notare l'assessore regionale al Comparto unico Paolo Panontin, non può essere interpretato come discrezionalità piena, tenuto conto che le regole a oggi seguite per i rinnovi contrattuali, così come definite nell'Accordo sul costo del lavoro, hanno come punto di riferimento quantomeno il recupero dell'inflazione programmata, salvo compensazione nel triennio successivo, qualora questa risulti inferiore rispetto a quanto certificato dal Documento di Economia e Finanza (DEF) e dal nuovo indice di inflazione programmata dei prezzi al consumo (IPCA) che a fine maggio dovrebbe essere pubblicato sul sito dell'ISTAT.

Nella consapevolezza che l'attuale situazione in cui versa il pubblico impiego, che esce da un periodo di blocco forzato dei rinnovi contrattuali che è stato introdotto dal decreto legge 78/2010, rappresenti un'anomalia rispetto alle ordinarie procedure di rinnovo contrattuale, ciò non consente comunque di muoversi in totale libertà, perché l'eventuale accordo contrattuale dovrà essere vagliato anche dalla Corte dei Conti.

Del resto, aggiunge l'assessore, non vi è nessuna ragione oggettiva per differenziare eccessivamente il trattamento economico dei dipendenti degli Enti locali di questa Regione, che già godono di un trattamento di favore proprio in virtù della disciplina del Comparto regionale unico, rispetto ai loro colleghi delle Regioni ordinarie. In tal senso si sono espressi i tecnici ministeriali nei ripetuti incontri con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF).

Al Tavolo di trattativa la delegazione trattante ha proposto alle organizzazioni sindacali di aggiornare la seduta al prossimo lunedì 16 maggio per consentire loro di valutare con calma la proposta e ripresentarsi al Tavolo con eventuali controproposte, come normalmente accade nei Tavoli sindacali, ed entrare nel merito dei singoli istituti contrattuali. La scelta invece, sottolinea l'assessore, è stata quella di rompere la trattativa e confermare lo sciopero del 25 maggio e ciò in spregio di quanto previsto dall'articolo 13 del Contratto.

"Non vorremmo che la pervicace volontà di interrompere bruscamente una trattativa appena avviata risponda all'esigenza di portare il confronto su un piano diverso da quello delle relazioni sindacali" sostiene il direttore generale della Regione Roberto Finardi. "Anche perché l'iniziativa ha un carattere regionale e non ha per ora un riscontro a livello nazionale dove le prospettive economiche sono sicuramente inferiori a quelle messe in campo dalla delegazione di parte pubblica regionale".

ARC/RU/EP
 



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