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Venerdì, 14 Giugno 2024
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COMPARTO UNICO: REGIONE E ENTI LOCALI RILANCIANO DIALOGO SU CONTRATTO

Trieste, 25 maggio - Se a fine mese l'ISTAT confermerà gli attuali indici previsionali dei prezzi al consumo per il 2016 e il 2017, in Friuli Venezia Giulia l'aumento complessivo a regime delle retribuzioni dei dipendenti pubblici potrebbe raggiungere il 2,8 per cento, contro lo 0,4 previsto a livello nazionale.

È quanto aveva già proposto il 19 maggio scorso la Delegazione trattante nell'ambito della contrattazione per il rinnovo del contratto dei dipendenti del Comparto unico per il triennio 2015-2017. Ciò significa ad esempio che, a partire dal 1° gennaio 2017, un dipendente regionale di livello B1 avrebbe un incremento di circa 580,00 euro, un C1 di circa 700,00 euro e di circa 800,00 euro per un livello D1.

Come ha confermato l'assessore delegato al Comparto unico Paolo Panontin, la Regione vuole mantenere aperto il dialogo con i dipendenti pubblici di Regione ed Enti locali e portare a buon fine la trattativa in corso.

La manifestazione di oggi si inserisce in un quadro nazionale di scioperi a scacchiera del pubblico impiego che si svolgono nelle varie regioni (ad esempio ieri in Emilia-Romagna, oggi anche in Umbria, domani in Liguria), ma in Friuli Venezia Giulia ci sono i presupposti per trovare un'intesa, in virtù degli spazi di manovra concessi dalla specialità. Questo sciopero rappresenta quindi un passaggio di un confronto che non si è interrotto.

La conferma da parte della Regione dell'apertura al dialogo con i lavoratori era stata peraltro palesata fin dall'insediamento il 20 aprile scorso del nuovo presidente della Delegazione trattante, Luca Tammasia. L'Amministrazione regionale, per parte sua, ritiene doveroso informare i dipendenti sulle concrete proposte presentate al Tavolo di contrattazione, sulle quali non è stato finora possibile svolgere alcuna reale trattativa per l'abbandono del Tavolo stesso da parte delle organizzazioni sindacali e la proclamazione dello sciopero di oggi.

La proposta illustrata al Tavolo della trattativa nella riunione del 19 maggio, migliorativa rispetto alla prima ipotesi messa sul Tavolo di contrattazione dalla delegazione trattante, prevede per il 2015 il consolidamento dell'indennità di vacanza contrattuale già in godimento comprensiva delle due mensilità aggiuntive, corrispondente a un aumento pari allo 0,4% circa.

Per quanto concerne il 2016 e il 2017, gli aumenti contrattuali vengono definiti sulla base dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo, attualmente previsti rispettivamente all'1,1 per cento e all'1,3 per cento, che se confermati comporterebbero un aumento complessivo del 2,8 per cento, in linea con le trattative in atto in altre due Regioni a statuto speciale quali Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta.

Già la prima proposta di un incremento dello 0,4 per cento annuo (pari a un incremento complessivo dell'1,2 per cento nel triennio), andava a triplicare l'aumento proposto a livello nazionale nell'ambito della legge di stabilità per le Amministrazioni statali.

Ciononostante le organizzazioni sindacali, nell'incontro dell'11 maggio, hanno deciso di interrompere il confronto. Nei giorni successivi la Giunta regionale e l'assessore Panontin, unitamente a UNCEM, ANCI e UPI, avevano ribadito la più ampia disponibilità al dialogo, anticipando la presentazione di una proposta migliorativa, che è stata poi effettivamente esplicitata nell'incontro del 19 maggio.

ARC/RU/ppd



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