Lunedì, 14 Giugno 2021
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CONTRATTI PUBBLICI: "REGIONE PRONTA, AL FIANCO DEGLI ENTI LOCALI"

Udine, 30 giugno - Rispetto alla Riforma dei contratti pubblici, la Regione Friuli Venezia Giulia si è fatta trovare pronta e in molti aspetti ha anticipato la normativa nazionale dimostrando di aver recepito la necessaria sfida al cambiamento nella gestione delle forniture e degli appalti pubblici. Lo hanno evidenziato l'assessore regionale alle Infrastrutture e al Territorio Mariagrazia Santoro e l'assessore regionale alle Autonomie locali e al Coordinamento delle Riforme Paolo Panontin che stamattina nell'Auditorium Comelli a Udine hanno aperto i lavori di una giornata formativa dedicata alla Riforma dei Contratti pubblici.

Un appuntamento - organizzato dalla Regione, in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e l'Istituto per l'Innovazione e Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale (ITACA) - che ha coinvolto una platea di diverse centinaia di funzionari e amministratori locali - e che, per il livello di approfondimento degli aspetti tecnici, è stato considerato di straordinario interesse anche da parte di altri amministratori, tanto da cogliere la partecipazione anche di funzionari della Regione Umbria, collegati ai lavori via streaming.

Il convegno ha analizzato gli aspetti pratici di attuazione del decreto legislativo 50/2016 che ha introdotto il Codice dei Contratti pubblici recependo tre direttive europee. Relativamente agli appalti pubblici, come ha sottolineato Santoro "la Regione già nel 2015 ha emanato le direttive vincolanti vedendo poi riconosciute dal testo statale molte delle indicazioni e delle scelte anticipate. Grazie a questo e a molti altri provvedimenti in materia, siamo riusciti a sbloccare gran parte delle oltre 3.000 opere pubbliche che erano ferme a causa del Patto di Stabilità".

"Siamo chiamati a costanti sfide di rinnovamento delle procedure degli Enti locali" è stato il commento di Panontin, il quale ha rivolto agli amministratori un messaggio di apertura e collaborazione tra Enti: "siamo qui per cercare con le nostre strutture di darvi il sostegno necessario nell'applicazione della Riforma così come della legge regionale 26/2014 e in particolare nelle previsioni relative alla Centrale Unica di Committenza. Ci attendiamo risultati importanti in termini di economie di scala e di risparmio di spesa, oltre che una sempre maggior professionalizzazione degli istruttori amministrativi".

La nuova normativa predilige il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, un principio fortemente voluto dalle imprese, sulle quali vigerà anche un sistema di rating  in grado di introdurre nelle procedure di affidamento di beni, servizi o opere pubbliche livelli di premialità legati all'affidabilità imprenditoriale. Altre novità riguardano la qualificazione delle Stazioni appaltanti, una maggiore trasparenza e una maggior sburocratizzazione attraverso il ricorso alla digitalizzazione, la sostituzione del progetto preliminare con un progetto di fattibilità tecnica ed economica.

"Sono tutte sfide poste dal decreto legislativo, ma già avviate con la Riforma degli Enti locali con la quale abbiamo chiesto ai Comuni di ragionare in termini di fabbisogno per area" ha concluso Panontin ricordando che la legge regionale 26/2014, che proprio domani vedrà l'avvio operativo delle Unioni Territoriali Intercomunali (UTI), prevede che la Regione sulla base dei fabbisogni raccolti dal territorio, adotti un programma annuale e svolga una previsione triennale delle attività di centralizzazione della committenza.

Entro l'anno sarà inoltre in sperimentazione una piattaforma di e-procurement  unica per l'acquisto di beni, servizi e per le opere pubbliche, che sarà adottata dalla Regione quale supporto informatico per il controllo delle scadenze normative e per la gestione delle procedure di affidamento.

ARC/PPD/ppd



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