Venerdì, 24 Settembre 2021
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COOPERAZIONE A SVILUPPO: "AURORA IN SIRIA" A SOSTEGNO DEI RIFUGIATI

Trieste, 20 maggio - In Occidente non abbiamo idea di cosa sta succedendo in Siria. Quel conflitto, scoppiato nel 2011, ha provocato una catastrofe umanitaria dalle proporzioni enormi. Già nel marzo del 2014 si contavano 6 milioni e mezzo di sfollati. Due milioni e mezzo i profughi registrati dalle Nazioni Unite in Pesi vicini, decine di migliaia quelli che hanno cercato e stanno cercando un futuro in Europa.

Violenze di ogni genere, malnutrizione, malattie e scarsità di farmaci caratterizzano un dramma che, soprattutto nei bambini, altera anche lo stato di salute psicologica e mentale. Il Progetto di Cooperazione allo Sviluppo Aurora in Siria, a regia regionale, avviato nel marzo 2015 e attuato da @uxilia onlus, Maram Fonudation e Università di Trieste, ha permesso di effettuare un intervento diretto a sostegno dei rifugiati sul confine turcosiriano, a Reyhanli (Turchia) e nel campo profughi di Atma (Siria).

A un anno di distanza, oggi a Trieste, è stato fatto il primo bilancio dell'iniziativa in un convegno al quale hanno preso parte i coordinatori Gian Matteo Apuzzo e Marta Vuch, Massimiliano Fanni Canelles e Dario Salerni, presidente e dirigente di @uxilia, il rettore vicario dell'Università di Trieste Renato Gennaro e Tiziano Agostini, dello stesso Ateneo, Elena Franceschinis, della Commissione Europea, e il presidente di Maram Foundation, Yakzan Shishakly. Presente anche il presidente della Sesta Commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Franco Codega, e rappresentanti del Comune di Trieste.

Come è stato ricordato, da anni @uxilia è presente in Siria, offrendo assistenza sanitaria e concedendo opportunità di lavoro, di educazione, di formazione professionale.

Aurora in Siria ha contribuito a creare, pur nel disagio di un campo profughi, un parvenza di normalità, incoraggiando e sostenendo piccole attività imprenditoriali, operando per facilitare il recupero di un po' di coesione sociale e il rafforzamento di relazioni interculturali.

Sono stati organizzati corsi di formazione in sartoria e maglieria per aiutare le donne a sviluppare una attività che permetta loro di percepire un guadagno, corsi di mediazione dei conflitti, corsi per affrontare le depressioni e i disturbi da stress post traumatico.

Numerosi i traguardi raggiunti da questo Progetto, che si concluderà in autunno ma il cui successo appare già evidente, è stato rilevato. Molti tra gli stessi rifugiati sono stati impiegati come formatori. Grazie ai corsi è stata sviluppata una piccola produzione di prodotti di maglieria, tra cui un modello di sciarpa lavorato dalle donne utilizzando un punto particolare chiamato il Nodo dell'Amore.

Sono state accresciute le competenze del personale sociosanitario locale impegnato nel miglioramento delle condizioni dei bambini accolti in un orfanotrofio e in un centro gestito da Maram Foundation. E sono stati anche raccolti dati utili a meglio comprendere i problemi dei profughi siriani che richiedono asilo in Europa.

Il tutto nel contesto del Programma regionale di Cooperazione allo Sviluppo previsto dalla legge 19 del 2000 e attuato in sinergia con altri programmi e progetti promossi dallo Stato (Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale), dall'Unione Europea, da organizzazioni internazionali. Nella convinzione che una ordinata e strategica gestione dei flussi migratori passa anche dalla cooperazione con i Paesi di provenienza e di transito e con iniziative che permettano di favorire la permanenza nei territori di origine.

ARC/PPD/EP



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