COOPERAZIONE: SERRACCHIANI-BOLZONELLO, VALORE E PATRIMONIO PER IL FVG

Villalta di Fagagna, 28 nov - L'intervento di Coop Consumatori Nordest in Friuli Venezia Giulia ha dato la possibilità di "tenere assieme un pezzo del nostro modo di essere, della nostra identità, del nostro fare impresa, del nostro essere cooperatori" ha sottolineato la presidente della Regione Debora Serracchiani oggi alla riunione della Consulta di indirizzo (Organo di elaborazione delle politiche generali di tutela degli interessi di soci e consumatori) di Coop Nordest, svoltasi a Villalta di Fagagna (UD) alla presenza del ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

Riferendosi infatti al fatto che Coop Nordest - pronta dal primo gennaio prossimo a trasformarsi in Coop Alleanza 3.0, la più grande Cooperativa italiana ed europea con oltre 22.000 dipendenti - abbia rilevato in regione 11 punti vendita di Cooperative Operaie e sette di Cooperativa Carnica di consumo CoopCa, Serracchiani ha osservato come proprio il suo intervento in regione si confermi come "il miglior segnale di quel principio di solidarietà che si racchiude nel mondo della cooperazione, caratterizzandolo e rendendolo diverso da tutto il restante sistema nazionale dell'impresa".

"Siamo stati vicini a questo territorio, siamo contenti di quello che abbiamo fatto in Friuli Venezia Giulia", ha evidenziato il presidente di Coop Nordest Paolo Cattabiani, dichiarando che comunque anche per la nuova Coop Alleanza 3.0 (2,7 milioni di soci, quasi 5 miliardi di euro di fatturato, presenza in 12 regioni con 419 punti vendita) "quest'area e tutto il Nord Est restano una piattaforma economica e sociale fondamentali".

Più in generale la presidente Serracchiani ha poi ricordato come il Friuli Venezia Giulia stia cercando seppure con fatica "di rialzare la testa", i cittadini cominciano a credere di poter crescere, di avere un futuro assieme. Merito anche delle grandi riforme tracciate nell'ultimo biennio, ha indicato, in grado di offrire significativi risultati nonostante il momento complicato e difficile: "sappiamo che dobbiamo essere un modello, anche per non disperdere un patrimonio culturale costruito con tanta fatica dalle generazioni passate".

Resta il fatto, ha concluso Serracchiani, che il sistema della cooperazione "ha bisogno di riadattamenti, in termini di vigilanza e di raccolta del prestito sociale: si conferma comunque uno strumento flessibile, che sta cercando il modo migliore per affrontare le situazioni che stiamo vivendo".

E in effetti, come ha affermato il vicepresidente della Regione e assessore alle Attività produttive e alla Cooperazione Sergio Bolzonello, "ne stiamo cambiando tutti i presupposti e siamo pronti a presentare il nuovo testo di legge sul mondo cooperativo al Consiglio regionale nella prima metà del 2016, pronti per una nuova cooperazione, di come fare nuova cooperazione".

Non mancando di "riscoprire in questo settore il valore della solidarietà", Bolzonello ha peraltro affermato che le false cooperative "devono essere smascherate e messe fuori dal sistema". Resta comunque la centralità e la "grande forza" della cooperazione in Friuli Venezia Giulia, in particolare nell'agroalimentare, nel sociale, nella grande distribuzione.

"Una cooperazione dunque fondamentale per la regione, con un livello di vigilanza che deve essere messa al centro soprattutto dai soci cooperativi che rappresentano l'elemento di controllo più importante in assoluto", ha concluso il vicepresidente.

ARC/RM/EP



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