Domenica, 16 Maggio 2021
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Cooperazione: Serracchiani, necessarie nuove regole su vigilanza

Udine, 11 maggio - "Un rapporto fruttuoso, quello fra la Regione e le Cooperative, che ha portato a risultati concreti importanti, come la collaborazione sull'Ospizio marino di Grado e la Doc Friuli, quest'ultima attesa da decenni e che è riuscita a prendere vita superando le tendenze individualistiche del settore. D'altro canto, però, non bisogna dimenticare gli esempi negativi delle Coop Carniche e di quelle Operaie e da questi trarre spunto per attuare un cambiamento: in questo senso la priorità deve essere quella di nuove regole sulla vigilanza, affinché ci sia chiarezza sulle responsabilità e sui controlli".

Questo il concetto espresso dalla presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, nel corso del convegno di Confcooperative Fvg intitolato "Un nuovo paradigma per le politiche sociali. Politiche attive del lavoro, welfare aziendale e servizi di prossimità" organizzato in occasione della presentazione del rapporto annuale del 2016.

La presidente ha sottolineato l'importanza dell'azione di razionalizzazione e di semplificazione compiuta dall'Amministrazione regionale in materia di cooperazione, convogliando in un unico assessorato, quello del vicepresidente Sergio Bolzonello, tutte le competenze che riguardano il settore. Sul tema del convegno Serracchiani ha inteso mettere in luce l'attività della Regione che, con l'Agenzia per il Lavoro e i Centri per l'impiego a presidio del territorio, è riuscita a conseguire risultati importanti sull'occupazione. Un esempio su tutti l'80 per cento dei lavoratori e delle lavoratrici delle Coop Carniche riassorbite nel mercato del lavoro. C'è poi anche la formazione e le successive assunzioni che hanno visto protagonista il vasto mondo dell'indotto di Fincantieri, un altro modello di incrocio fra domanda e offerta e di interazione fra pubblico e privato.

La presidente ha voluto rivolgere poi un appello ai vertici di Confcooperative improntato alla necessità di trovare al proprio interno le forze per attuare quei cambiamenti richiesti dalla contemporaneità che altrimenti "verrebbero imposti dall'esterno" e in quest'ottica "dare fiducia ai giovani, senza avere il timore di conferire loro dei ruoli di responsabilità". Serracchiani ha infine espresso un rammarico per l'esito della riforma del credito cooperativo che rischia di produrre una frammentazione del sistema con la conseguenza di indebolire l'economia dei territori.

Da parte sua il presidente nazionale di Confcooperative, Maurizio Gardini, sul tema delle responsabilità e dei controlli, ha riaffermato il principio in base al quale i cattivi amministratori non vanno difesi, ma allontanati. Confcooperative Fvg, come ha ricordato il suo presidente Giuseppe Graffi Brunoro, conta in regione 124.380 soci, 20.751 addetti e un fatturato complessivo di 998 milioni di euro mentre sono 6,6 i miliardi frutto della raccolta diretta della Bcc. Le cooperative associate sono 635 la cui distribuzione per settori vede il primato di quelle sociali e quelle dedicate alla produzione (entrambe il 27 per cento) davanti alle agricole (22 per cento).

Oltre alla presidente Serracchiani erano presenti anche il vicepresidente del Consiglio regionale Paride Cargnelutti e i consiglieri regionali Diego Moretti, Alessandro Colautti, Vincenzo Martines, Pietro Paviotti, Elena Bianchi e Giovanni Barillari. ARC/GG



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