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Covid: Fedriga, dopo taglio su vaccini serve riequilibrio tra Regioni

Trieste, 17 gen - "Ho chiesto al commissario Arcuri che il taglio sulla fornitura dei vaccini sia riequilibrato a livello nazionale, senza creare delle evidenti disparità che colpiscono in maniera significativa il Friuli Venezia Giulia". Lo ha detto oggi a Trieste il governatore Massimiliano Fedriga nel commentare l'annuncio del mancato arrivo del 54 per cento di dosi settimanali di vaccino Pfizer rispetto alla quantità prevista. Come ha spiegato lo stesso Fedriga, si è trattato di una riduzione effettuata in base a una comodità organizzativa dell'azienda e non su quelle che sono le effettive necessità delle Regioni. "Prova ne sia - ha detto il governatore - che, ad esempio, all'interno del nostro territorio la distribuzione di Pfizer ha ridotto le dosi su Trieste parificandole a quelle per un bacino di popolazione minore come la zona di Tolmezzo". "Di norma però - ha sottolineato Fedriga - quando tra fornitore e cliente intervengono dei problemi di questo tipo le criticità non vengono comunicate all'ultimo momento, ma dovrebbe esserci un'informazione tempestiva che consenta una riorganizzazione del servizio". Come ha rimarcato il governatore "a questo punto per le prossime forniture servono garanzie formali per programmare puntualmente l'agenda delle vaccinazioni, che comprende anche i richiami, per i quali abbiamo accantonato prudenzialmente una riserva". Sul tema delle scuole, Fedriga ha ricordato che la scelta della Dad fino al 31 gennaio, ribadita dall'ultima ordinanza, rappresenta un provvedimento adottato con il consenso della grande maggioranza delle articolazioni del sistema scolastico. "Nel limite di quello che la pandemia consente - ha affermato il governatore - dobbiamo dare delle certezze e non essere costretti a fare marcia indietro dopo aver assunto determinate decisioni". "Le motivazioni di carattere sanitario - ha proseguito -, legate ai contagi in ambito familiare e al ruolo in questo ricoperto dalla fascia che vai dai 14 ai 19 anni, ci hanno portato, assieme ad altre Regioni che ci hanno seguito, a una decisione che mira alla tutela della salute di tutta la comunità regionale". A tal riguardo il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, ha puntualizzato che è la tenuta del sistema ospedaliero a essere alla base dell'adozione di una politica di estrema prudenza nel passare alla didattica in presenza nelle scuole superiori, mentre l'assessore regionale all'Istruzione, Alessia Rosolen, ha fatto presente che comunque nelle ordinanze viene conferita un'autonomia organizzativa che consente di realizzare dei momenti formativi che prevedono la partecipazione in classe degli studenti. Infine, il governatore, riferendosi a un passaggio della sentenza del Tar che sospendeva l'efficacia della prima ordinanza regionale sulla riapertura delle scuole secondarie di secondo grado dopo il 31 gennaio, ha evidenziato, relativamente alle citate conseguenze psicologiche generate dalla mancanza di socialità, come questo fattore non riguardi solo gli studenti, o il mondo della scuola, ma l'intera popolazione, in quanto "ognuno di noi a causa del virus è costretto, con il distanziamento, a rinunciare alla socialità". ARC/GG/pph


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