CULTURA: APPROVATA ISTITUZIONE ENTE FVG PATRIMONIO CULTURALE (ERPAC)

Trieste, 23 gen - "Un nuovo modello di governance  e di organizzazione per la gestione dei beni culturali Friuli Venezia Giulia, con la creazione di un nuovo polo d'eccellenza dedicato a conservazione, restauro, gestione, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale regionale, mettendo in sinergia le conoscenze, le risorse umane e quelle finanziarie disponibili sul nostro territorio".

Sono questi l'intento e l'obiettivo del nuovo disegno di legge (ddl) per l'istituzione dell'Ente Regionale per il Patrimonio Culturale (ERPaC) della Regione Friuli Venezia Giulia che la Giunta regionale ha approvato nella giornata di ieri, "con la volontà - ha indicato l'assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti - di portare il ddl all'attenzione del Consiglio regionale entro fine febbraio".

Un provvedimento, ha spiegato ancora Torrenti, dovuto anche in considerazione del necessario ripensamento della Regione sulla gestione del cosiddetto Cultural Heritage FVG conseguente al subentro - dal 1° luglio prossimo - della Regione nelle funzioni provinciali in materia di Cultura, con il passaggio in proprietà alla stessa Amministrazione del Friuli Venezia Giulia di nuovi luoghi e istituti della cultura, anche di ingente valore. In primis, ha ricordato l'assessore, i Musei provinciali di Gorizia, accanto ad altri Musei del Friuli e della Destra Tagliamento.

"Il cuore del nuovo Ente, che comunque accorpa al suo interno l'Istituto per il Patrimonio Culturale (IPAC) del FVG e l'Azienda speciale Villa Manin, sarà costituito proprio dai Musei goriziani, che peraltro dovranno conservare una loro forma di autonomia e di identità con il territorio locale", sempre secondo Torrenti.

"Musei provinciali di Gorizia che vogliamo comunque rilanciare e in questa prospettiva il testo prevede che l'ERPAC abbia sede legale proprio nel capoluogo isontino, mantenendo una sede operativa a Villa Manin di Passariano".

Un ddl, è stato indicato oggi in Giunta, che attesta la volontà di apportare un riordino importante, un'innovazione profonda nelle politiche culturali di questa regione: "una sfida per la Regione che possiamo vincere - ha rimarcato Torrenti - grazie a quelle flessibilità e a quelle competenze che abbiamo dimostrato e maturato in questi ultimi due anni, rilanciando le strutture e i beni culturali di Villa Manin".

L'accentramento in un unico soggetto delle diverse funzioni gestionali comporterà, ha inoltre annotato l'assessore, sia una razionalizzazione dei costi comuni (personale, approvvigionamenti, ecc.) sia la garanzia per il territorio di servizi integrati.

Per mantenere "una certa snellezza gestionale", il ddl individua solo due vertici, un direttore generale e un revisore contabile, ai quali si affiancherà un Comitato d'indirizzo scientifico. Contestualmente all'entrata in vigore della norma, saranno abrogate le leggi istitutive dell'IPAC e dell'Azienda speciale Villa Manin.

ARC/RM



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